Il governo ha paura di quei 600 bambini nati malformati a Taranto. Ha paura delle loro famiglie. Ha paura che queste persone prendano coscienza e divengano una forza nonviolenta dirompente. Lo sa bene la ministra Grillo, lo sa bene il ministro Costa, lo sa bene anche il ministro Di Maio.

Lo sanno così bene che la presentazione pubblica di quei dati è slittata dal 21 maggio al 4 luglio. Quei 600 poveri bambini sono all’interno dell’ultimo aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri, chiuso da settimane. Perché aspettare?

Ecco le tappe dello slittamento:

– 21 maggio doveva essere presentato lo studio Sentieri aggiornato, e slitta;
– 26 maggio elezioni europee;
– 24 giugno previsto l’arrivo a Taranto dei ministri pentastellati;
– 4 luglio presentazione dello studio Sentieri con i bambini malformati.

Il dato verrà pubblicizzato quando la gente va in vacanza.

Questo governo sembra avere un grosso problema: non va d’accordo con la realtà. Prima il ministro Di Maio dice che sono stati installati nuovi i filtri all’Ilva, ma non era vero. Adesso la ministra Grillo ha dei dati sanitari importanti in mano, ma ne rinvia l’ufficializzazione.

Questi ministri vorrebbero annunciare un mondo sorridente, vittorioso, cambiato in meglio, ma la realtà li contraddice. La realtà sembra odiarli. E loro litigano con la realtà.

Lasciamo tra parentesi per adesso la significatività di quei dati epidemiologici. Non sono gravi? Presentateli! Sono gravi? Non rinviatene la presentazione!

Tra l’altro quel dato dei 600 bimbi malformati fra il 2002 e il 2015 era già stato incluso in una riga della Valutazione Danno Sanitario dell’Ilva, datata dicembre 2018. Nel documento si precisa che “sono risultate superiori al numero di casi attesi le malformazioni congenite del sistema nervoso e degli arti”. Una riga passata quasi inosservata fino a quando il sindaco di Taranto non l’ha inserita nella richiesta di riesame dell’autorizzazione ambientale dell’Ilva, la cosiddetta AIA. Una riga che – dopo averla letta – mi ha dato un colpo al cuore. Ed mi sono chiesto perché non fosse considerata una notizia.

E così è diventata una notizia. Da informazione a notizia. Talmente ingombrante che la ministra Grillo ha cercato di smorzarne la portata dichiarando in un comunicato che si trattava di dati “noti da tempo”, quando non è assolutamente vero. Il dato dei 600 nati malformati a Taranto è infatti del tutto nuovo altrimenti i giornalisti non ne avrebbero fatto un titolo. I giornalisti non sono stupidi e si sono chiesti come mai non si fossero accorti di quel dato se era “noto da tempo”. Hanno cercato su Google: nessuno trovava un dato del genere. Per cui la ministra ha fornito una tardiva risposta che non ha convinto. E’ talmente grottesca questa situazione che viene da chiedersi come abbia fatto il governo a ficcarsi in un tunnel così imbarazzante su una questione talmente delicata.
E allora colgo l’occasione per fare un caloroso appello alla ministra Grillo: pubblichi oggi stesso i dati integrali dello Studio Sentieri.
Sono aggiornati.
Sono pronti.
In molti li attendono.

Faccia bella figura ed esca dal tunnel.

Vi ricordate come eravate impazienti quando eravate all’opposizione? Dovevate aprire le istituzioni come una scatoletta di tonno? Vi eravate portati pure l’apriscatole, fotografato con orgoglio sui banchi parlamentari. Adesso siete al governo. Aprite l’archivio epidemiologico aggiornato, pubblicate subito in nuovo studio Sentieri, dateci modo di leggere tutti i dati disponibili.

Fatelo! Fatelo subito.

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