Da circa tre settimane a Ragusa si registra uno sversamento di petrolio che sta interessando un bacino del fiume Irminio. Quanto estesa sia la perdita del greggio non è stato ancora reso noto, ma da almeno 20 giorni l’area di estrazione di contrada Moncillè, di proprietà dell’Eni, è presidiata giorno e notte e l’accesso è vietato ai non autorizzati. Salvatore Buonmestieri, dirigente dell’ufficio ambiente del Libero Consorzio di Ragusa, conferma che tutti gli enti preposti sono a lavoro per monitorare costantemente la situazione. Non nascondendo la tensione per la gravità dell’evento, il dirigente capo continua a ripetere che tutto è sotto controllo e ognuno, per le proprie competenze, sta facendo il possibile per limitare i danni. Legambiente invece parla di possibile disastro ambientale e annuncia la presentazioni di un esposto in Procura “così come fatto in Val d’Agri“.

In Prefettura si è già tenuto un vertice convocato dal viceprefetto di Ragusa, Ferdinando Trombadore, alla presenza dei dirigenti del Libero Consorzio, dell’Arpa, della Forestale e del Genio Civile per coordinare l’azione di controllo dello sversamento e verificare, attraverso i rilievi effettuati dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, il grado di inquinamento delle acque. “L’Eni – afferma Buonmestieri- ha prontamente attivato la procedura indicata dalla legge comunicando agli enti preposti lo sversamento di petrolio, immediatamente siamo intervenuti per la messa in sicurezza dell’area interessata”.

Di possibile disastro ambientale parla Legambiente che con una nota a firma della vicepresidente del circolo “Il Carrubo”, Nadia Tumino, chiede alle istituzioni chiarezza e trasparenza su quanto sta accadendo in contrada Moncillè. Del caso è stato interessato anche il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che annuncia la presentazione di un esposto in Procura per chiedere gli accertamenti utilizzando la legge 68 sugli ecoreati. “Così come fatto in Val d’Agri – ha commentato Ciafani – quando alle prime avvisaglie della perdita di quelle che Eni ha sostenuto essere 400 tonnellate di greggio persi dai serbatoi e che poi si sono ritrovati in falda, presentammo un esposto che poi portò all’arresto dell’allora direttore del centro oli, la stessa cosa faremo anche a Ragusa”.

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