Polemica rovente a 24 Mattino (Radio24) tra il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, e il giornalista Oscar Giannino.
Il politico della Lega difende strenuamente quota 100 a dispetto dello scetticismo della Commissione Europea e aggiunge: “La Ue lo dicesse ai cittadini che sono andati in pensione. Credo che sia un po’ miope questa considerazione, anzi il nostro obiettivo è quota 41“.

Giannino osserva: “Però il governo ha dovuto rivedere tutte le previsioni che faceva, come l’età di sostituzione. Io guardo i numeri. Lo stesso governo ha dovuto ammettere che il contributo al Pil potenziale è bassissimo. Sommando quota 100 e reddito di cittadinanza, in tre anni c’è uno 0,2 di contributo annuale al Pil potenziale. In un Paese come questo, con una bassa partecipazione al lavoro e con la frenata in corso, pagare la gente prima per non lavorare non è una grande priorità. C’è scritto sui documenti del governo. Poi io capisco la Lega che dice che non le importa niente e che difende questa roba, altrimenti il governo salta. Però sul Def sono scritte queste cose”.

Durigon risponde: “Lo abbiamo visto anche in Europa: la Germania lo scorso anno aveva un Pil altissimo e adesso si ritrova un Pil di previsione molto basso. Le previsioni sui numeri purtroppo sono come il meteo, alla fine cambiano stesso“.
“Eh, vabbè” – insorge Giannino – “Su, c’è una frenata generale, siamo a quota zero e lei dice che i numeri non valgono“.
“Adesso mi faccia parlare”, protesta il leghista.
“Certo – ribatte il giornalista – Però non le faccio dire che non c’è una frenata”.

A tentare di sedare lo scontro interviene la giornalista Maria Latella, ma la querelle non si placa.
“C’è un limite a tutto”, si lamenta Durigon.
“Sì, è vero. E lo rispetti”, commenta Giannino.
Durigon sostiene che la disoccupazione è in calo, ma Giannino non ci sta: “No, sta risalendo, guardi l’Istat. Scusi, mi perdoni”.
“Mannaggia”, mormora il sottosegretario.
E va bene, allora dica quello che vuole e io sto zitto. Questo è il giornalismo che volete“, sbotta Giannino.

A rompere il silenzio imbarazzante interviene ancora Maria Latella, che invita il sottosegretario a parlare.
“Ma no, faccia prima parlare il signore”, risponde Durigon.
“Il signore, in realtà, è quello che dovrebbe fare le domande – ribatte Giannino – Ma lei non le vuole, quindi vada avanti, parli”.
Lei mi sta aggredendo“, risponde, ridendo, Durigon.
“No, non la sto aggredendo – replica Giannino – Ma se lei mi dice che sta calando la disoccupazione, il mio compito è richiamarla sugli ultimi dati. Se vuole, io faccio finta di non conoscere l’Istat”.
“Sui dati dell’occupazione avete posizioni diverse”, osserva Latella.
“No, quali posizioni diverse? – commenta il giornalista – E’ un numero di contabilità nazionale, non una opinione”.

Durigon, nei minuti successivi, commentando l’opinione del vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, sulla tassa piatta, ribadisce la priorità della flat tax per la Lega: “Questo governo ha già deciso quali azioni mettere in campo. Faremo una flat tax per aiutare imprese e famiglie“.

Nel finale, Giannino prende la parola e precisa di non avere nessuna acrimonia personale per il sottosegretario: “Ci tenevo a dirglielo con toni cortesi, perché non vorrei che ci fossero equivoci su questo con lei. Quindi, buon lavoro da parte mia”.

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