“Abbiamo individuato la soluzione per chiudere la vicenda senza presentare il ricorso al tribunale di Palermo: una dichiarazione di illegittimità della sanzione che fa venir meno gli effetti giuridici della sanzione stessa”. Sono le parole di Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, gli avvocati della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sospesa per quindici giorni perché i suoi alunni avevano paragonato, in una ricerca presentata in powerpoint, le leggi razziali al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’elaborato, preparato in occasione della Giornata della memoria, era stato illustrato dai ragazzi nell’aula magna della scuola e la prof avrebbe omesso il controllo sul lavoro dei suoi allievi.

Nella saletta vip dell’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo i legali hanno incontrato il capo dipartimento per il sistema educativo del ministero dell’Istruzione, Carmela Palumbo, e il capo dell’ufficio legislativo Maurizio Borgo, incaricati dal ministro Marco Bussetti di trovare una via d’uscita per cancellare dal curriculum dell’insegnante la sanzione subita dalla docente. Un faccia a faccia che ha dato i suoi risultati trovando una soluzione extragiudiziale. “Per i dettagli e la definizione formale – hanno spiegato gli avvocati – ci incontreremo nei prossimi giorni per la formulazione del documento”.

A fare il passo indietro sarà il ministero dell’Istruzione visto che la sanzione era stata emanata dal provveditore Marco Anello, assente stamattina all’incontro ufficiale. Nei giorni scorsi d’altro canto la docente aveva chiesto un provvedimento in cui si dichiarasse la sua estraneità alle colpe: “La sanzione inflittami – ha detto – è ingiusta e non accetterò un atto di clemenza”. Un impegno quello preso oggi dai dirigenti di viale Trastevere che arriva dopo l’incontro tra Matteo Salvini, Marco Bussetti e la professoressa, avvenuto a margine dell’anniversario della strage di Capaci il 23 maggio scorso. Intanto nei giorni scorsi la docente, dopo aver scontato i 15 giorni di sospensione, è tornata a scuola, al Vittorio Emanuele III, accolta con quindici rose rosse dai suoi ragazzi.