Tarantino è presidente di giuria a Cannes. Solite frasi di circostanza, soliti apprezzamenti. Sono passati dieci anni da Pulp Fiction e l’oracolo stavolta parlerà per assegnare la Palma d’Oro. Kill Bill volume due è il quinto lungo del nostro. E forse a riguardare tutto il percorso di Tarantino è il film su cui aveva puntato personalmente tantissimo ma che non ha sfondato del tutto al box office e non ha sconvolto la critica, come fu per Le Iene e Pulp Fiction. Kill Bill vol.2 è Hors competion, ma si parla soltanto della vittoria di Farenheit 9/11 di Michael Moore che vince la Palma d’Oro antiBush. Grazie al presidentissimo.

STORIA SEGRETA DEL CINEMA ITALIANO – ITALIAN KINGS OF THE BS (Venezia 2004)

Marco Muller titilla Tarantino. Perché non vieni a fare da padrino ad una sezione collaterale zeppa di cinefilia entusiasta al Lido? Quentin solleticato sulle sue turpi voglie di ragazzino non ci pensa un secondo. Plana con Joe Dante a Venezia per dedicarsi anima e corpo ai film di Margheriti, Bava, Di Leo, Castellari, Deodato, Lenzi, Fulci. Anima tanta ma soprattutto corpo. Praticamente e tutte le proiezioni. Il tam tam festivaliero è: “oh ma lo sai che a vedere Milano Calibro 9 ero seduto di fianco a Tarantino?”.

Il regista si fa travolgere dall’entusiasmo. Non c’erano ancora i selfie, ma avrà firmato diecimila foglietti, assistito a tre quarti di proiezioni che oltretutto erano slot notturni. È l’apoteosi del Tarantino che spazia dall’alto al basso, o almeno era basso prima di Italian Kings of the bs. “Ma come Bava non l’avevate giudicato come l’Hitchcock italiano”?. Porta in sala una sua copia in 35mm di Cosa avete fatto a Solange? e dice: qui non c’è nessun restauro ma è una copia distrutta, scolorata, piena di graffi. Questo è il suo fascino. Commozione. Chapeau.

GRINDHOUSE A PROVA DI MORTE (Cannes 2007)

È il Tarantino più floscio e moscio della storia e forse anche quello più teorico e nostalgico della sua carriera. Il film è atteso in pompa magna sulla Croisette. Il Concorso, a dire il vero generosissimo per lui e solo per questa volta, ha dentro un capolavoro come Zodiac e almeno un paio di americani tosti come No country for old man e We own the night. Vincerà Cristian Mungiu con 4 mesi, 3 settimane e due giorni. E Quentin finisce sottotono dietro le quinte.

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