Temperature invernali, neve e vento, tali da far sembrare veramente inverno profondo, altro che primavera inoltrata. Ovunque vediamo sconvolgimenti delle stagioni dettate dai cambiamenti climatici e abbiamo talmente assorbito il concetto che parlarne diventa quasi una routine. Sappiamo che i cambiamenti climatici sono influenzati dall’attività umana, però quando siamo chiamati a decidere cosa fare progettiamo nuove strade per far circolare più veicoli, invece che studiare una mobilità alternativa su rotaia. Poi, ci occupiamo molto poco di verificare come i nostri governanti tengono in considerazione il problema dei cambiamenti climatici.

“Siamo sull’orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello globale”, ha detto il presidente Sergio Mattarella e, quindi, i nostri governanti dovrebbero agitarsi un pochino. Lo fanno talmente tanto che le attività parlamentari legate al tema dei cambiamenti climatici per mitigarne le conseguenze sono davvero ridottissime, con una percentuale del 4% delle leggi collegate al clima.

Anche nel “naturalistico” Trentino le cose stanno peggiorando di anno in anno, come ovunque. Aggiungiamo che la giunta provinciale a trazione leghista ha deciso di fare la Valdastico, prolungamento fino a Rovereto dell’attuale autostrada che arriva, per ora, fino a Piovene Rocchetta. Questa via stradale andrà ad aumentare l’uso di mezzi pesanti su strada, invece che favorirne il trasporto su rotaia, con costi assurdi e con innumerevoli problemi ambientali dovuti a scavi in galleria in montagne ricchissime di falde acquifere.

Altro esempio di politica ambientale “insostenibile”: il raduno CampJeep2019 a Fiera di Primiero, una vera e propria invasione di ben 600 Jeep che arriveranno nelle montagne trentine, in luglio, per far rombare i motori nei boschi. Davvero una bella linea politica ambientale, che certamente risulta coerente per far fronte al grande problema dei cambiamenti climatici. Tutti a dire: “Ma cosa vuoi che sia, per un evento del genere”! Certo, un singolo evento non è determinante, ma moltiplicato per migliaia di attività in giro per il mondo diventa influente anche il più piccolo dei gesti. Ma, si sa, devono sempre essere gli altri a provvedere, mentre ognuno guarda al proprio piccolo orticello.

Abbiamo assimilato appieno il problema dei cambiamenti climatici nel solito sistema italiano, cioè ce ne riempiamo la bocca, lo inseriamo nei programmi elettorali “perché fa tendenza, ci fa sentire smart!”. Ma quando è ora di applicare con coerenza tale consapevolezza, ci fermiamo alle vecchie politiche dedite agli interessi di pochi che non hanno interesse a progettare davvero vie nuove e davvero sostenibili.

Siamo soffocati dalle automobili e non avviamo progetti di trasporto urbano verso le rotaie (fatta salva qualche rara eccezione); le nostre montagne dovrebbero essere valorizzate come luoghi di quiete e come ambienti non inquinati, invece portiamo concerti megagalattici in quota e ci arriviamo con una marea di automobili.

Eppure Madre Natura ci sta avvisando che ci stiamo avvicinando a una soglia pericolosa, al punto di non ritorno; ma noi, ciechi e sordi, continuiamo nelle nostre attività e a farci governare da chi finora ci ha condotto qui. Forse meritiamo davvero l’estinzione; lo so, è una frase forte questa, ma stiamo avvicinandoci davvero a questa possibilità. Il fatto è che noi non la vedremo, ma le generazioni future la vivranno e ci malediranno profondamente, proprio per aver bruciato loro tutte le speranze. Siamo tutti in prima fila ad applaudire la giovane Greta Thunberg e poi, nelle stanze che contano, si fanno affari che sono in antitesi con il messaggio al quale hanno appena applaudito.

C’è anche chi scrive qualche romanzo sui cambiamenti climatici, magari per provare a scuotere le coscienze attraverso una storia. Anche qui, scarsa attenzione, perché certamente dà fastidio leggere che ciò che stiamo facendo è sbagliato. Finché lo dice una ragazzina può anche starci, anzi fa tendenza andare ad applaudirla e mette la coscienza a posto. Ma da qui a pensare addirittura ad un Nuovo Mondo, con regole di vita “a misura di bambino”, nel rispetto delle leggi della Natura… stiamo scherzando? Perché dobbiamo iniziare a cambiare noi? Ci penserà qualcun altro!