di Andrea Taffi

Stimo Pippo Civati: è stato il primo del Pd a prendere le distanze dall’allora segretario Matteo Renzi (col quale aveva dato inizio alla stagione – quella pura – della Leopolda e del conseguente rinnovamento del Partito democratico), mostrando quel coraggio che tanti suoi colleghi di partito hanno manifestato in seguito (oppure mai). Per cui, quando ho letto della sua decisione di interrompere la sua campagna elettorale per le Europee, perché nella lista Europa Verde (della quale il suo partito faceva parte) sarebbero presenti due candidate vicine all’estrema destra, mi sono molto meravigliato. Civati, come tutti noi, ha appreso la notizia da un articolo apparso su Il Foglio, e dopo aver chiesto chiarimenti ai vertici di Europa Verde, non soddisfatto degli stessi, ha preso la sua decisione.

Non gli sono bastate nemmeno le dichiarazioni della due candidate, ritenute vicine all’estrema destra: smentite secche, chiare e precise, con le quali le stesse candidate si dichiarano lontane dagli ideali e dai principi che il giornalista de Il Foglio attribuisce loro. Eppure (è questo che mi meraviglia in tutta questa storia), Pippo Civati preferisce dimostrare la sua (vera e sincera) distanza abissale dagli ideali di estrema destra, senza preoccuparsi del fatto che tutto ciò possa apparire come una rivendicazione scomposta. Prende per buone le parole dell’articolo de Il Foglio, ritiene fiacchi i chiarimenti di Europa Verde e non crede alle dichiarazione delle interessate. E tutto questo perché si parla di fascismo.

Questa parola (che fa paura e va combattuta) fa perdere a uno come Civati la sua capacità critica, il suo dovere di analisi, e lo legittima a una blanda richiesta di chiarimenti, alla quale dà l’idea di non credere già in partenza. Io spero che Civati ci ripensi e che, dopo il primo e sincero moto di orgoglio antifascista, valuti il giusto peso delle cose e torni a fare campagna elettorale per la lista alla quale, prima dell’articolo apparso su Il Foglio, dimostrava di credere. Perché, avendo iniziato un percorso politico con persone delle quali avrà avuto modo di verificare la fede politica, non faccia venir meno quella fiducia solo perché un giornalista ha scritto che quella stessa fiducia è mal riposta. Soprattutto dopo che i compagni di quel viaggio politico intrapreso da Civati gli hanno assicurato che non è così.

Pippo Civati ha dimostrato coraggio e coerenza nella sua carriera politica: poteva starsene nel Pd, diventare persino il braccio destro di Matteo Renzi e prendersi quelle poltrone che altri hanno preso in questi anni. Se, invece, ha preferito uscire dal Pd e condannarsi in tal modo a una sorta di oblio politico, lo ha fatto per rispetto dei suoi principi. Ebbene, mantenga quella sua coerenza e ragioni con la testa, non con la pancia. Ascolti chi dice di essere stato accusato ingiustamente, valuti e ponderi ogni cosa, e poi decida serenamente. Sono convinto che, così facendo, cambierà idea.

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