Bottiglie molotov contro negozi e lidi balneari, spaccio di droghe nei paesi del Tarantino, banconote false prodotte e messe in circolo. Sono le principali accuse di un’indagine della Dda di Lecce e della procura di Taranto che hanno portato a 25 arresti nei confronti di presunti appartenenti a un gruppo criminale della Sacra Corona Unita, il cui boss impartiva ordini dal carcere ai suoi due luogotenenti attraverso l’uso di pizzini. Nell’ambito della stessa operazione sono state eseguite anche altre 5 ordinanze firmate dal gip del Tribunale di Taranto nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di estorsione, rapina e spaccio.

L’organizzazione – prevalentemente dedita al traffico di stupefacenti e all’imposizione del “pizzo” ai commercianti di Lizzano, in provincia di Taranto, con “metodi tipicamente mafiosi”, fra cui diversi incendi di locali con l’uso di bottiglie molotov – era capeggiata da Giovanni Cagnazzo, già detenuto a Prato, che faceva recapitare i “pizzini” all’esterno della struttura carceraria attraverso una donna, anche lei arrestata, compagna di una delle figure chiave del gruppo criminale.

Il messaggi del presunto boss erano destinati a Pasquale Scurrano e Alessandro Scorrano, ritenuti dagli investigatori dei carabinieri “organizzatori, promotori e figure di spicco della compagine malavitosa”. I due, secondo la ricostruzione degli inquirenti, vigilavano sugli equilibri interni ed esterni al gruppo dando il proprio consenso all’affiliazione di nuovi adepti e amministravano regolarmente i guadagni derivanti dalle attività criminali.

Che consistevano, oltre allo spaccio di droghe, anche al racket delle estorsioni ai danni dei titolari degli stabilimenti balneari della litoranea jonica. “Gravi indizi di colpevolezza” nei confronti di un affiliato, stando a quanto accertato nel corso delle indagini, sono emersi per tre attentati incendiari dell’estate di tre anni fa nei confronti di altrettanti lidi e a un tentativo di estorsione nei confronti del proprietario di un quarto stabilimento.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mauro Rostagno, 31 anni dopo la morte dieci persone a giudizio: “Falsa testimonianza al processo per l’omicidio”

next
Articolo Successivo

Trattativa, il pg: “Mannino assolto ma sentenza non motivata adeguatamente”

next