Due commissioni nominate dal prefetto di Foggia Massimo Mariani su delega del ministro Matteo Salvini stanno accedendo presso i comuni di Manfredonia e Cerignola, guidati dai sindaci Angelo Riccardi e Franco Metta, allo scopo di verificare la sussistenza di forme di condizionamento mafiose. Entrambi i paesi pugliesi contano più di 50mila abitanti.

Le commissioni – e composte da 3 membri tra funzionari prefettizi, della polizia, dei carabinieri e della Guardia di finanza – avranno accesso a uffici e documenti per tre mesi. Il mandato per gli accertamenti, come da prassi nel caso delle commissioni d’accesso, è poi prorogabile per altri 90 giorni. Al termine del lavoro, sulla base delle relazioni, il prefetto deciderà se procedere alla richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose, che dovrà essere ratificata dal Consiglio dei ministri su proposta del Viminale.

Non sono ancora note le ragioni dell’istituzione delle commissioni che comunque sono state inviate in territori in cui, nelle ultime settimane, si sono registrati episodi legati alla criminalità organizzata. A Manfredonia il 4 gennaio scorso è stata incendiata l’auto del capitano della polizia locale, lanciando all’interno della vettura una bottiglia con liquido infiammabile. Mentre il mese precedente, a Cerignola, fu incendiata l’auto privata del capitano dei carabinieri. Sempre a Cerignola, nelle prime settimane di dicembre, sono avvenute numerose rapine tra cui, il 13 dicembre, quella in cui fu ucciso Luigi Bruno Battipaglia, autotrasportatore di Nocera Inferiore.

“Siamo lietissimi che ci siano queste verifiche. Daremo ai componenti della commissione massima collaborazione perché sono certo che alla fine di questo approfondimento sarà consacrata l’assoluta correttezza di questa amministrazione. Si è trattato di un accesso agli atti che ci lascia sereni”, dice il sindaco di Cerignola, paese in cui è attiva una frangia della composita mafia foggiana, dedita in particolar modo agli assalti spettacolari ai portavalori.

A Manfredonia – invece – quello egemone è il clan Li Bergolis, da anni in lotta con gli ex alleati della famiglia Romito. Al loro primo accesso, ha spiegato il sindaco della città costiera, che si dice “sereno”, i commissari hanno chiesto “una serie di atti amministrativi dal 2010” ad oggi. “Stamattina – ha aggiunto Riccardi- siamo stati informati della nomina della commissione. Evidentemente da alcuni accertamenti interni sono sorte delle perplessità che, spero, vengano smentite dagli atti amministrativi“.

Nel marzo 2018, il presidente della Repubblica aveva sciolto il consiglio comunale di Mattinata per infiltrazioni mafiose dopo una relazione del prefetto nella quale si sottolineava che nella “compagine di governo e della struttura burocratica” si contavano diverse persone con “relazioni di parentela o di affinità” con “elementi delle famiglie malavitose”. In quel caso, si era trattato del secondo Comune sciolto per mafia in provincia di Foggia dopo quello di Monte Sant’Angelo.