Il Consiglio dei ministri ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, 57.322 docenti per il prossimo anno scolastico in partenza tra poche settimane, ma diversi sindacati si dicono “sconcertati” e parlano di numeri “sotto le aspettative”. Dei quasi 60mila nuovi professori con posto fisso, 43.980 sono su posto comune, mentre 13.342 svolgeranno mansioni di sostegno. Ci saranno inoltre 212 nuovi dirigenti scolastici e 9.838 assunti come personale Ata. A dare la notizia è lo stesso Cdm in un comunicato stampa. Il titolare del Miur, il ministro Marco Bussetti – che il 17 luglio scorso aveva firmato il decreto per la richiesta delle assunzioni – ha dichiarato che quest’anno i numeri sono più alti rispetto al 2017 , “e i sindacati lo sanno”. “Ora avvio per il nuovo anno. Dobbiamo ridare centralità, fiducia e autorevolezza alla scuola”, commenta ancora su Facebook Bussetti indicando “governance, inclusione, diritto allo studio, edilizia scolastica, innovazione metodologico-didattica” come le priorità del nuovo anno.

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, segnala però che “molti posti su cui sono state autorizzate le assunzioni non potranno essere coperti per mancanza di aspiranti”. E il problema sta nel fatto che “i percorsi Fit da cui si dovrebbe attingere non sono ancora stati conclusi”. Il sindacato chiede allora che si trovi una soluzione, che sia garantita giuridicamente “la copertura dei posti dal primo settembre per chi nel frattempo concluderà la fase concorsuale in atto. Diversamente, le cifre tanto sbandierate in questi giorni sarebbero da ridimensionare“.

Sulla questione è intervenuto anche il sindacato Anief: “È una decisione che ci lascia sconcertati”, ha dichiarato il presidente nazionale Marcello Pacifico. Il sindacalista denuncia che le autorizzazioni sono al di sotto delle aspettative: “L’amministrazione procede soltanto con l’autorizzazione per le immissioni in ruolo di un posto su dieci in organico di diritto; mentre continua l’esclusione dalle procedure concorsuali riservate – dice annunciando di essere pronto a rivolgersi al tribunale – dopo che la Buona Scuola aveva ignorato la presenza degli educatori, come se fossero docenti di un altro Paese”.

E anche dalla Gilda degli insegnanti arriva un commento al provvedimento approvato, e anche in questo caso non si tratta di rassicurazioni. Il coordinatore nazionale Rino Di Meglio ha sostenuto che il provvedimento creerebbe delle iniquità tra i docenti “negando una cattedra fissa a migliaia di colleghi”, questo perché in Italia, dice, “si viaggia a velocità diverse”. Il punto evidenziato dalla Gilda è che in molti Uffici scolastici provinciali “si stanno svolgendo le operazioni relative alle immissioni in ruolo dei vincitori del concorso 2016 e anche dei partecipanti ai Fit”, e dal momento che si procede a rilento, rilevano “il rischio concreto che le graduatorie non vengano completate entro il 31 agosto e che le cattedre disponibili continuino ad essere coperte da supplenti annuali anche l’anno prossimo”.

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