Ines Zorreguieta, sorella minore della regina Maxima d’Olanda, è stata trovata impiccata nel suo appartamento di Buenos Aires. La stampa argentina riferisce che la donna, 32 anni, era “ossessionata dalle diete” ed incline alla depressione. Per la sovrana Maxima, fa sapere la casa reale, è uno shock oltre che un dolore immenso. Le due sorelle, nonostante i 15 anni di differenza di età, erano legatissime. Non a caso è stata proprio Ines la damigella di Maxima alle sue nozze con Guglielmo Alessandro il 2 febbraio del 2002 e sempre Ines è stata la madrina al battesimo di Ariane, la terzogenita dei reali, terza nella linea di successione al trono olandese.

Anche la regina Maxima da adolescente aveva avuto un rapporto conflittuale con il cibo e, forse proprio per questo, comprendeva meglio di altri il malessere della sorella che derivava dai disturbi alimentari che hanno segnato la sua esistenza. Come ricorda la rivista Hola!, Ines Zorreguieta “alcuni anni fa è stata ricoverata in una clinica per curare un disordine dell’alimentazione e i problemi psichici che ne derivavano”. Una storia simile anche a quella della sorella di Letizia Ortiz di Spagna, vittima di questa malattia. E perfino Lady D. soffrì di bulimia e depressione ai tempi del matrimonio con il principe Carlo.

Da un paio di anni però, come ricorda La Nacion, Ines aveva riacquistato un certo equilibrio, grazie anche alla nomina alla Direzione del segretariato del Consiglio nazionale al ministero dello Sviluppo sociale. Un incarico di responsabilità affidatole dal presidente argentino Mauricio Macrì. La regina d’Olanda, annullati tutti gli impegni, volerà in Argentina per l’ultimo saluto alla sorella. La scorsa estate Maxima ed Ines avevano perso il padre, Jorge Zorreguieta, stroncato da un cancro.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Skytg24, Becchi: “Repubblica? Il giornale dell’orfano”. Bellasio lascia lo studio. La redazione della tv si scusa con Calabresi

prev
Articolo Successivo

Roma, guasto sulla metro B. Passeggeri evacuati camminando sui binari: “20 minuti fermi sui vagoni strapieni”

next