THE SHAPE OF WATER (LA FORMA DELL’ACQUA) di Guillermo Del Toro. Con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins. Usa 2017. Durata 119’  Voto 4,5/5 (DT)

Una creatura anfibia bipede, pinne, branchie e occhi dolcissimi, proveniente dalle acque del Sudamerica dove è stata venerata come un re, finisce incatenata nel 1962 in un vascone sotterraneo di Baltimora per esperimenti segretissimi del governo americano in piena corsa verso lo spazio. In orbita dopo la cagnetta sovietica Laika potrebbero mandarci lei, ma i russi, e una donna delle pulizie muta assieme al vicino di casa gay e alla collega afroamericana scombinano i piani dei torturatori in camice bianco. Del Toro mette in scena senza didascalismo pedagogico il senso vivo dell’alterità affidandosi all’imponente forza delle immagini. Ballano e fanno l’amore la Bella e la Bestia del regista messicano, intonano nel loro mutismo un amore eterno e fluttuante, giocano alla fuga, vincono comunque sul male putrefatto, meccanico e ottuso della legge e della normalità (magistrale il tutore dell’ordine aziendale/mondiale con il dito ferito in cancrena). Attenzione minuziosa ad ogni centimetro di set, uso del colore come fosse già narrazione (la protagonista è immersa in una casa dalla tonalità azzurro acqua; il vicino in una luce dorata; il colore rosso che fa capolino in alcuni dettagli quando la protagonista s’innamora), il fantasy ultra-contemporaneo è perfino sottilmente sinistro e gotico senza risparmiare dettagli truculenti e sanguinolenti. Gli attori dentro alla bolla tragico-romantica della fiaba fanno a gara per iscriversi nella storia del cinema. Leone d’Oro a Venezia 2017. E ancora 13 nomination all’Oscar 2018. Ora e sempre viva Guillermo Del Toro.

Film in uscita al cinema, cosa vedere e cosa non nel weekend del 17 e 18 febbraio

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