“Da quello che ho letto, Totò Riina è attivo e ancora manda messaggi all’esterno. Questi ancora comandano. Il rischio è che anche con un filo di voce o con la sola presenza fisica a casa può mandare un messaggio”. Lo ha affermato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in merito alla sentenza della Cassazione secondo cui il capo dei capi di Cosa Nostra meriterebbe una “morte dignitosaSecondo il magistrato calabrese, come è avvenuto due anni quando Riina ha avuto un infarto, in carcere il boss sarebbe curato meglio che ai domiciliari.

Sentenze come questa, per Gratteri, “potrebbero turbare l’opinione pubblica e farle fare cattivi pensieri. Mi auguro che la stagione delle stragi sia finita, ma nel caso in cui dovesse succedere qualcosa, mi auguro che chi è a Roma stia a Roma e non partecipi ai funerali”. 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Rogo Roma, gip scarcera 20enne fermato. “Delitto attribuibile alla sua famiglia ma autore può non essere lui”

next
Articolo Successivo

Fabrizio Corona, la Procura di Milano chiede 5 anni di carcere. Espulso e poi riammesso in aula

next