Dopo tre giorni di ricerche è stato ritrovato in un ospedale di Barcellona Andrea Freccero, il 19enne studente di Albisola Superiore, provincia di Savona: ora sta bene ed è già in hotel insieme alla famiglia. Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio suo fratello e sua mamma, arrivati nella città catalana per seguire da vicino le ricerche, hanno finalmente avuto suo notizie. “Dalle prime informazioni sembra sia stato ricoverato a seguito di un’aggressione la notte di Capodanno – spiega il fratello Luca su Facebook – sta abbastanza bene, è stanco e un po’ sotto choc per l’accaduto, ma nel complesso sta bene”. Andrea Freccero era scomparso la notte tra il 30 e il 31 dicembre, dopo essere rimasto fuori da una discoteca nella zona di Barceloneta.

Il ragazzo era partito il 28 dicembre per la Spagna insieme a un gruppo di circa 300 coetanei, per un viaggio organizzato dall’Associazione ScuolaZoo. La comitiva soggiornava a Lloret De Mar, cittadina sulla costa Brava, e aveva deciso di passare a Barcellona la sera del 30 dicembre. Era prevista una serata alla discoteca Catwalk, dove però Andrea Freccero non era stato fatto entrare perché non aveva un abbigliamento consono. Da quel momento aveva perso i contatti con il suo gruppo: l’ultima segnalazione era stata fatta da un ragazzo italiano, Filippo D., che ha raccontato al Secolo XIX di averlo visto fuori dal Casinò della città e di averci parlato intorno alle 4 del mattino. Andrea però non gli aveva chiesto aiuto.

Dalle informazioni che la polizia spagnola ha fornito al fratello, Andrea Freccero è stato aggredito il giorno dopo, durante la notte di Capodanno. Il 19enne era senza documenti e senza cellulare, non si era messo in contatto con i familiari né prima né dopo l’aggressione. Per questo la famiglia aveva lanciato un appello su Facebook per cercare il giovane e una denuncia di scomparsa era stata presentata alla polizia spagnola. Poi mamma e fratello erano partiti per Barcellona. In quel momento Andrea era già ricoverato in ospedale, ma soltanto la sera del 2 gennaio i medici sono riusciti a risalire alla sua identità.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Acilia, la commozione di Virginia Raggi ai funerali di Debora e Aurora

next
Articolo Successivo

Ansia alla Posta: ‘Le pensioni non si pagano più (il primo giorno del mese)’

next