Potenti e memorabili ma – si ripete – senza urlare ai capolavori, sono infine i film di Spielberg, Iñárritu e McCarthy. Se Il ponte delle spie, ambientato durante la Guerra Fredda, continua il percorso di rielaborazione/riflessione storica sugli Stati Uniti che si è nel tempo intensificato (vedi Lincoln) nella carriera del grande cineasta di Cincinnati giunto alla sua 16ma nomination agli Oscar, con tre vinti, The Revenant – Redivivo e Il caso Spotlight focalizzano un segmento significativo di tale storia.

Il primo rievoca, con grande margine di immaginazione, lo spirito conquistatore dei cacciatori/coloni del primo ‘800: in un contesto di pura wilderness, un uomo (Leonardo DiCaprio) perde tutto, dal figlio alla dignità fino quasi alla vita, e sopravviverà solo grazie alla sete di vendetta e giustizia di cui è animato. Perfetto fotograficamente e tecnicamente, il film di Iñárritu si stacca dalla sua filmografia precedente per una minore leziosità registica invece espressa in quasi ogni sua opera ad eccezione dell’esordio Amores perros. Altrettanto incisivo ma “chiuso” nel piccolo mondo del quotidiano locale The Boston Globe nel 2001, il folgorante Il caso Spotlight di Tom McCarthy (L’ospite inatteso, The Station Agent) pesca nel torbido della prima grande inchiesta americana contro la pedofilia ecclesiastica. Cast straordinario, come sceneggiatura originale (probabile Oscar) e regia.