A metà classifica “del valore” trovano giusta posizione la commedia “finanziaria” La Grande Scommessa – The Big Short di Adam McKay e il fantascientifico The Martian – Sopravvissuto di Ridley Scott. Il primo sorprende per struttura, dinamismo e per la capacità tutta intrinseca al linguaggio adottato di evidenziare paradossi e “misteri buffi” della finanzia contemporanea. I meccanismi corrotti e falsati ab origine si specchiano perfettamente nel testo “bluff” del film, non a caso candidato anche per la sceneggiatura adattata. Il secondo è da considerarsi un ritorno in grande stile. Altalenante per l’intera sua carriera, il regista di Blade Runner ha saputo infondere ironia e metafora in un’epica tra lo spazio con un solo leading man, l’astronauta/botanico Matt Damon rimasto solitario su Marte. Sopravvivere coltivando patate “marziane” in una serra fatta a mano per sorridere, pensare, riflettere su chi siamo e chi vogliamo diventare: è questo che The Martian sembra volerci consegnare con forza e sensibilità.

Salendo ancora di qualità, ecco il quartetto forse veramente da Oscar, si potessero dare menzioni nella categoria del Best Film. Impossibile infatti è rimanere indifferenti al sorprendente Room, girato su ispirazione di una storia vera dall’irlandese Lenny Abrahamson (Garage, Frank): un piccolo gioiello che apre il cielo in una stanza, luogo in cui il film è girato almeno per metà della sua durata. In quel sancta sanctorum dell’intimità, vivono prigionieri una giovane mamma (“Ma”, resa da una meravigliosa Brie Larson, a un passo dalla statuetta come miglior attrice protagonista) e il suo piccolo Jack che mai ne è uscito. Room uscirà la prossima settimana anche in Italia e si avrà modo di approfondirlo.

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