Qualche giorno fa il Corriere della Sera in prima pagina titolava: “La campagna per i ciclisti fa arrabbiare anche i pedoni”.

All’interno dell’articolo, contrariamente a quanto sostenuto dal titolo, non c’era nessun riferimento alla campagna #salvaiciclisti ma semplicemente una raccolta di tweet scritti da chi, a ragione, si lamenta del comportamento scorretto di tutti quei ciclisti che, nonostante il divieto, gira in bicicletta sui marciapiedi.

È un peccato che il giornalista del Corsera non abbia voluto spingersi oltre chiedendosi perché i ciclisti siano così portati ad arrogarsi il diritto di usare i marciapiedi. La risposta sarebbe stata semplicissima: perché hanno paura.

Le strade nelle nostre città sono trafficate, i limiti di velocità non vengono rispettati, le infrastrutture per chi decide di utilizzare la bicicletta sono spesso inesistenti e, quando esistono, sono di frequente occupate da automobili parcheggiate. Per i ciclisti più timorosi i marciapiedi rappresentano l’unico luogo in cui possano sentirsi al sicuro dal traffico motorizzato e avere la certezza di poter arrivare sani e salvi a destinazione, anche se questo significa commettere un sopruso ai danni dei pedoni. È un comportamento profondamente sbagliato, ma spesso è una questione di vita o di morte, letteralmente.

I pedoni fanno bene a lamentarsi: le città italiane si sono trasformate in una lotta per lo spazio in cui gli utenti più deboli della strada sono costretti a litigarsi gli avanzi lasciati dal traffico motorizzato dando vita a una guerra tra poveri che ha come unico risultato la divisione di chi condivide obiettivi e scopi comuni.

La campagna #salvaiciclisti, a dispetto del nome, ha presentato una serie di proposte che tutelano anche i pedoni: ridurre la velocità nei centri abitati, contrastare il fenomeno della sosta selvaggia, creare spazi appositi per chi usa la bicicletta sono misure che faciliterebbero la fruizione della città anche per chi va a piedi. Inoltre, dopodomani saremo in Commissione Trasporti alla Camera dove presenteremo una serie di suggerimenti per la prossima modifica del Codice della Strada: in quell’occasione avanzeremo anche delle richieste che andranno a vantaggio esclusivamente dei pedoni. È per questo motivo che continuiamo a insistere nel dire che #salvaiciclisti è una battaglia di civiltà e che dovrebbe essere supportata da tutti i cittadini, a prescindere dalla modalità scelta per muoversi.

Il 28 aprile a Roma e a Londra si terranno due manifestazioni, in contemporanea, a supporto delle campagne gemelle #salvaiciclisti e Cities fit for Cycling. Dai Fori Imperiali rivendicheremo il nostro diritto a tornare a utilizzare le strade italiane in sicurezza.

Per chi non lo capisce, stiamo chiedendo le garanzie per scendere dai marciapiedi e poter usare le strade come si fa in tutti i paesi europei.

Per favore, aiutateci a farlo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

A Genova si mettono all’asta i malati psichici…

next
Articolo Successivo

Questa è davvero la casa del popolo

next