Maestre portano bambini a Trieste per aiutare i volontari a distribuire pasti ai migranti. Insorgono FdI e Lega, Valditara invia ispettori
Finisce al centro della polemica politica l’iniziativa organizzata dalle insegnanti di una scuola primaria di Marostica, in provincia di Vicenza, che hanno portato le classi quinte in visita a Trieste per partecipare a una iniziativa di solidarietà a favore dei migranti provenienti dalla rotta balcanica. I bambini hanno aiutato i volontari delle associazioni a distribuire cibo e vestiti ai profughi in piazza Libertà. A scatenare gli attacchi della destra sono state in particolari alcune immagini pubblicate sui social (e poi rimosse) in cui i bambini raccontavano gli esercizi fatti a scuola, come un percorso con occhi bendati e scalzi, per provare a immedesimarsi nei migranti quando camminano di notte per strada con scarpe rotte, lungo vie piene di ostacoli e insidie. L’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan insieme al collega deputato Silvio Giovine e ai leghisti Andrea Barabotti e Anna Maria Cisint hanno attaccato l’iniziativa, parlando di “lavaggio del cervello”.
I quattro, venuti a conoscenza dell’iniziativa della scuola Arpalice Cuman Pertile hanno interrogato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che con un comunicato ufficiale ha annunciato di aver “avviato le opportune verifiche sulla vicenda, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse”. Un buco nell’acqua con ogni probabilità visto che il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Marco Bussetti (ex ministro in quota Lega) al FattoQuotidiano.it ha spiegato: “Dalla relazione inviatami dal dirigente scolastico posso confermare che dallo scorso mese di ottobre la progettualità in questione era stata approvata dagli organi collegiali competenti con l’assenso delle famiglie”.
Sul caso è intervenuto anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. “Mi sembra particolare come scelta. Magari così si vuole scoprire l’illegalità, allora forse è utile che i ragazzi lo sappiano, che esiste appunto un’illegalità, troppe volte coperta da associazioni che vivono di questa illegalità” ha detto ai cronisti. Mentre dall’altra parte, il Pd ha difeso l’iniziativa accusando gli esponenti di destra di fare una strumentalizzazione vergognosa. “Di fronte a una iniziativa educativa di alto spessore civico, costruita all’interno dell’autonomia scolastica e con la condivisione delle famiglie, è vergognoso che l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto bambini e l’istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali” ha commentato la consigliera regionale veneta del Pd Chiara Luisetto. “Cisint – ha aggiunto Luisetto – ha usato tutto il bello di questa esperienza scolastica per gettarlo nel tritacarne, aizzandovi contro il peggio che l’animo umano può esprimere dietro una tastiera. Si tratta di una strumentalizzazione vergognosa di una politica becera che punta a trarre consenso dall’odio. Non è accettabile mettere in discussione la serietà della scuola”.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’associazione Linea d’ombra che da anni porta assistenza e aiuto ai migranti (tra cui molti minorenni) che attraversano il confine tra la Slovenia e l’Italia dopo un lungo e pericoloso viaggio a piedi, prevedeva prima un percorso in classe. Poi, il 13 maggio, un viaggio d’istruzione a Trieste con un momento di partecipazione a una delle serate di Fornelli Resistenti e la distribuzione di cibo e calze ai migranti. L’esperienza sensoriale didattica, con il cammino a piedi nudi, è stata fatta durante la fase in istituto. Un alunno, in un video pubblicato in rete (non si sa con precisione da chi) e ripreso da alcune testate locali, ha detto che è stato anche insegnato “a scappare dalla Polizia”. Parole pronunciate da un bambino che, si può ipotizzare, ha riportato male quanto gli hanno spiegato.
Al ministro Valditara tutto ciò non è piaciuto e ora si dice pronto a fare chiarezza: “Il ministero monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda”.
Un caso diventato nazionale grazie proprio alla eco che gli hanno dato i parlamentari di destra. Restano dubbi sulla diffusione del video. Intanto, Lorena Fornasir, presidente dell’associazione Linea d’Ombra ha precisato: “Non ho dichiarato che ci fosse una presunta autorizzazione da parte della scuola elementare di Marostica e dei genitori degli alunni per la realizzazione e la pubblicazione online di video riguardanti minori frequentanti l’istituto”.