“Veramente Laura Boldrini, la donna che ricopre il più alto incarico della Repubblica Italiana, non ha nulla da dire sui gravissimi stupri di Rimini commessi da un branco di vermi magrebini“. Questa volta a tirare in ballo la presidente della Camera è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Terreno di scontro la violenza sessuale di Rimini ai danni di una ragazza polacca e di una giovane trans. La presidente del partito di destra rincara la dose come “donna, madre e cittadina” e chiede sarcasticamente: “Veramente, in nome della difesa ideologica dell’immigrazione di massa, è disposta ad accettare la violenza sessuale come un ‘male necessario‘ del multiculturalismo?”.

“Stiamo toccando il fondo” – Non tarda ad arrivare la risposta di Laura Boldrini alla raffica di accuse che la vede protagonista. In un’intervista a Repubblica.it la presidente della Camera definisce una vera e propria “degenerazione del dibattito politico” la richiesta di esprimersi sul caso degli stupri, strumentalmente collegati al fenomeno migratorio.  All’accusa di essere “tollerante” e sottomessa alla logica del “multiculturalismo” Boldrini risponde declassando le “polemiche” come “deprecabili, di chi non ha argomenti e mira solo ad avvelenare il clima”.  E sull’accusa di non essersi esposta finora aggiunge che “ogni giorno purtroppo abbiamo notizie di violenze, non faccio dichiarazioni di condanna su ogni singolo episodio”. Ma sottolinea che la sua è una “condanna incondizionata“, “ci sono delle indagini in corso ma a prescindere da chi sarà ritenuto colpevole spero che la giustizia comminerà pene adeguate alla gravità del reato”. Quello del leghista pugliese, poi espulso, aggiunge la presidentessa della Camera, “è un episodio ripugnante”. “Stanno toccando il fondo. Cercano la visibilità con questi argomenti, evocando lo stupro nei confronti delle avversarie politiche. Non credo che queste modalità siano tollerate in altri Paesi democratici. Sciaguratamente – conclude – le ho viste praticate solo in teatri di guerra, con conseguenze devastanti”.

Mdp difende la presidente, Salvini attacca – Arturo Scotto, Mdp, prende le difese della presidente della Camera: “Vedo che anche la Meloni si unisce allo sport nazionale del momento: dare addosso sempre e comunque alla Boldrini”. Nella nota il deputato continua: “Adesso la Presidente della Camera coprirebbe persino lo stupro di Rimini in nome del multiculturalismo. Sono schifato da questa strumentalizzazione vergognosa di una vicenda drammatica. La leader di Fratelli d’Italia farebbe bene a chiedere scusa alle donne, alle mamme e a tutti i cittadini”. Soffia sul fuoco delle polemiche anche Matteo Salvini che in un tweet riporta le ultime di cronaca sul caso di Rimini: “La Polizia indaga su 20 sospetti. Sono tutti immigrati. Strano, vero?”. E nel post scriptum non manca l’appello alla terza carica dello Stato: “Attendiamo la condanna della Boldrini…”.

Anche Lupi (Ap) con la Boldrini – Uno sfogo che non è passato inosservato e ha attirato le critiche di Maurizio Lupi. “Vermi magrebini? Ma la Meloni si rende conto di che cosa dice? Uno stupratore è tale indipendentemente dalla sua nazionalità – dichiara il presidente dei deputati di Alternativa popolare – o vogliamo veramente credere all’equazione migrante=stupratore? Se proprio vogliamo usare toni forti diciamo ‘verme stupratore‘”. E ancora: “Perché poi chiamare in causa politicamente la presidente della Camera? Che cosa dovrebbe dire mai la Boldrini? Perché se condanno uno stupro devo insultare una nazione?”. Per l’ex ministro delle infrastrutture “non è francamente accettabile sfruttare ogni occasione di cronaca per cercare di racimolare qualche voto eccitando un presunto razzismo latente degli italiani. Ma che considerazione abbiamo dei nostri concittadini? Li pensiamo veramente così beceri e così volgari?”

 

La Russa contro il mediatore – Bufera e inevitabile sanzione anche per Abid Jee, un 24enne mediatore culturale di Rimini, che ieri, 28 agosto, scriveva: “Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio (…) poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale“. Commento rimasto on line pochi minuti, poi rimosso, ma invano. L’ondata di indignazione ha spinto la cooperativa a sospenderlo dal lavoro. Ovviamente, anche su questo tema si è espressa la Meloni: “Va indagato e messo in galera per istigazione a delinquere”. Mentre oggi è intervenuto Ignazio La Russa: “Un ormai noto mediatore culturale (mestiere incomprensibile ma ben remunerato) pur di minimizzare la odiosa responsabilità degli autori, presumibilmente africani, sostiene che le donne – dopo un primo momento negativo – possano trovare soddisfacente lo stupro” ha scritto nella sua rubrica “Pallonate” pubblicata sul Secolo d’Italia. Il deputato di Fratelli d’Italia conclude: “Non se ne avrà a male, spero, se immagino che lui – dopo un inevitabile momento di dolore – potrebbe trovare non solo meritate ma pure piacevoli tante metaforiche pedate nel sedere date ‘a due a due’ fino a quando diventano dispari”.