“Lo stupro? Peggio solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”. Queste sono la parole di Abid Jee, mediatore culturale 24enne di Crotone, utilizzate per commentare ieri su Facebook la violenza di gruppo su una spiaggia di Rimini ai danni di una ragazza polacca. A riportare la notizia oggi è stato il Quotidiano Nazionale. Il giovane, un dipendente della cooperativa sociale bolognese Lai-Momo che lavora sul fronte dell’accoglienza dei migranti, è stato sospeso dal lavoro. “La persona in questione, ovviamente agendo personalmente, ha espresso affermazioni che la nostra cooperativa condanna fermamente in quanto di una gravità inaudita e profondamente contrarie ai principi e valori che sono alla base del nostro pensiero e da sempre orientano il nostro modo di lavorare”. Così la coop Lai-Momo in un comunicato sul suo profilo Facebook.

Il commento, rimasto online pochi minuti e poi rimosso, ha scatenato una accesa polemica. Su quanto è accaduto è intervenuto anche l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, che ha chiesto “severi provvedimenti”. “Sono certo – ha affermato l’assessore al Welfare – che la cooperativa sociale, che conosco per la serietà del lavoro che svolge, saprà, come per altro ha già annunciato, trarre le conseguenze circa l’incompatibilità fra chi è portatore di una simile idiozia e il compito delicato della mediazione culturale”. “Sono parole di una gravità inaudita da parte di un operatore sociale che opera nel campo della accoglienza dei migranti, è intollerabile. Mi aspetto che la cooperativa agisca di conseguenza” ha aggiunto Rizzo Nervo. “Le competenze che sono richieste per gestire al meglio la complessità della vicenda migratoria non sono solo strettamente professionali ma anche umane e deve essere uno sforzo di tutti verificarle sempre con straordinaria puntualità, come so avvenire, specialmente in un sistema finanziato dallo Stato”  ha aggiunto l’assessore al Welfare.

Jee vive e studia Giurisprudenza a Bologna, oltre che lavorare per la coop sociale che si occupa della gestione dei migranti. Adesso il ragazzo, che lavora come mediatore culturale dal dicembre 2016, è stato sospeso dalla cooperativa sociale.