“Il popolo padano non vuole un segretario itagliano: Salvini föra da i ball“. È il contenuto di uno striscione comparso sul ‘pratone’ della Lega Nord a Pontida, tra l’altro accanto a una scritta spray contro il sindaco (leghista) della cittadina in provincia di Bergamo: “Carozzi dimettiti”. Entrambe le scritte che fanno pensare a una ‘protesta interna’ al Carroccio sono comparse proprio nel punto in cui c’era la scritta “Padroni a casa nostra”, recentemente cancellata ma che la Lega aveva annunciato avrebbe poi ripristinato.

“Il sindaco di Pontida Luigi Carozzi ha il sostegno di tutta la Lega e di tutti i leghisti veri!” scrive su Facebook il segretario del Carroccio di Bergamo Daniele Belotti. “Il dibattito interno va bene, ma se qualcuno non si sa controllare ed esagera, allora il confronto diventa dannoso. Le persone che non hanno equilibrio, al movimento non servono. Non ci faremo problemi a usare il pugno di ferro per chi destabilizza, divide e manca di rispetto verso i militanti, il segretario federale e tutti gli organi eletti dalla base”.

In occasione della ‘contromanifestazione terrona’ che si è svolta in un altro prato di proprietà delle ferrovie lo scorso 22 aprile, la Lega stessa aveva deciso di coprire in via precauzionale la scritta ‘Padroni a casa nostra’. “Premesso che la Lega non sta in piedi per una scritta, non appena il tempo (meteorologico) lo consentirà – ha precisato -, il muro del pratone verrà ripristinato. Ai leoni da tastiera (per lo più gente che non si vede da tempo in Lega o che addirittura non ha mai mosso un dito se non per digitare sul computer) si fa semplicemente presente che su una parete bagnata non si può pitturare (venerdì è stato fatto un sopralluogo ed era ancora umida); inoltre abbiamo dovuto commissionare le dime per le lettere che sono state fatte martedì. Per ultimo, verrà ripristinato il fondo visto che si sta scrostando”.

“Le battaglie politiche non si fanno con striscioni e insulti”dice l’assessore lombardo Gianni Fava che è candidato alla segreteria della Lega Nord. “Trovo disdicevole – ha spiegato – quello che è accaduto sul prato di Pontida ed esprimo la mia solidarietà al segretario Salvini. Prendo atto ahimè con un certo rammarico del clima che si è creato attorno a questo congresso che non è sicuramente agevolato dalle modalità che ci porteranno alla celebrazione delle primarie”. “Insisto e approfitto per lanciare un ultimo appello a Salvini – ha aggiunto in una nota – di darci la possibilità di andare a congresso e discutere realmente, alle stesse condizioni, quella che deve essere la linea da tenere per il movimento. Non ci sarà un vincitore, ci saranno dei vinti. I vincitori di solito hanno l’onere di decidere e andare avanti. La mia candidatura nasce per unire la base della Lega e non dividerla. Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che lo scontro interno si sta trasformando in qualcosa che rischia di portare problemi al movimento”.