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Vigevano, il candidato sostenuto da Vannacci supera il 14%: “Città apripista per le prossime elezioni politiche”

L'avvocato Furio Suvilla, sostenuto dall'ex leghista e dalla lista Vigevano Futura, incassa il 14.33%. Nel Comune si andrà al ballottaggio su cui potrebbe contribuire anche il candidato "vannacciano"
Vigevano, il candidato sostenuto da Vannacci supera il 14%: “Città apripista per le prossime elezioni politiche”
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Un debutto che sfiora il 15% in una terra leghista per tre mandati. È a Vigevano, il più popoloso dei comuni lombardi al voto, che si gioca la sfida di Roberto Vannacci al centrodestra. L’avvocato Furio Suvilla, sostenuto dall’ex leghista e dalla lista Vigevano Futura, incassa il 14.33%. Non è una vittoria, ma il generale Vannacci non ha dubbi: “Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche“, ha scritto il presidente di Futuro nazionale.

Un risultato arrivato grazie anche alle divisioni del centrodestra, in lizza con due diversi candidati. Ora però nel comune in provincia di Pavia con più di 60mila abitanti, la coalizione rischia di perdere il municipio. Al momento in testa c’è la candidata del campo progressista, Rossella Buratti quasi al 34%. FI da una parte e Lega, FdI e Noi moderati dall’altra, si contendono il secondo posto. Inevitabile il ballottaggio su cui potrebbe contribuire anche il candidato “vannacciano“.

Una lezione e un monito per gli “alleati“? Nessuno si sbilancia. Sul caso il centrodestra tace. A parte Alessandro Sorte, segretario regionale di FI in Lombardia: “Si è parlato molto di effetto Vannacci, ma mi pare che l’unico vero effetto visibile sia quello dell’area moderata, liberale, popolare, che a Vigevano ha dimostrato di essere viva” riferendosi ai risultati del candidato azzurro Paolo Previde Massara. Ma nelle conversazioni off il centrodestra sminuisce la portata del voto locale (e rileva il risultato sotto l’uno per cento della lista vannacciana a Venezia), ma mastica amaro. Quindi sposta i riflettori – nei commenti ufficiali – sulla tenuta a Venezia con Simone Venturini, assessore del sindaco uscente Brugnaro, e il ribaltone a Reggio Calabria con Francesco Cannizzaro. Eppure l’avanzata dei vannacciani impensierisce. Anche alla luce della campagna acquisti che il generale continua, in crescendo. L’ultimo ‘colpo’ è la nascita di un gruppo di Futuro nazionale nel Consiglio regionale della Lombardia. Domani l’annuncio ufficiale al Pirellone. Nascerà grazie all’adesione a Fn di Pietro Macconi, consigliere di Fratelli d’Italia e Luca Ferrazzi del gruppo Misto.

Sarà il secondo in una regione, dopo Massimiliano Simoni in Toscana, l’ex leghista che passando con il generale gli ha fatto guadagnare un consigliere. Il partito di Vannacci, che vanta 60mila iscritti, guarda al 2027: “Allora ci saremo” assicura il fondatore. E convinto del ruolo della sua creatura rispetto al centrodestra (“è una specie di sestante: fa il punto nave, ristabilisce la rotta giusta”), il leader appare quasi irriverente rispondendo a una domanda sulla figlia di Silvio Berlusconi. “Chi è Marina Berlusconi? Non mi risulta sia capo di un partito politico. Oppure stiamo dicendo che Forza Italia è un partito eterodiretto dal potere dei soldi e dell’editoria?”. Tornando all’ultimo test elettorale prima delle Politiche, gli alleati di maggioranza si concentrano sulle conferme. Lo fa anche Matteo Salvini che commenta: “Avanza il centrodestra, la Lega conferma e conquista sindaci in tutta Italia” e ringrazia gli elettori. Il riferimento è ai primi cittadini del nord, tra la Bergamasca e la provincia di Brescia, vinti dal Carroccio. L’ultimo acquisto è invece Stefano Candiani, deputato leghista diventato sindaco di Macugnaga, in Piemonte, con l’83% dei consensi

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