Il ‘Twiga‘ che Flavio Briatore sta realizzando a Otranto è sotto indagine della Procura di Lecce per abusivismo edilizio, al momento senza indagati. Il pm Antonio Negro, scrive il Nuovo Quotidiano di Puglia, vuole accertare che non vi siano irregolarità nella realizzazione del lido, che sorge su un terreno privato che ha come destinazione urbanistica i “servizi per la balneazione“.

L’inchiesta, che punta a verificare il rispetto dei vincoli storici, artistici, archeologici, paesaggistici e ambientali, ma anche di estensioni, cubature e caratteristiche indicate nel progetto, fa parte di un’iniziativa più ampia della Procura salentina, con l’obiettivo di tutelare il territorio. Tutte le nuove e vecchie strutture turistiche sono infatti finite sotto la lente degli inquirenti, seguendo il modello di Porto Cesareo, dove grazie alla collaborazione di carabinieri, guardia costiera e guardia di finanzia sono in corso i controlli di ciascun stabilimento balneare. E i sequestri sono ormai all’ordine del giorno, racconta il quotidiano pugliese.

Il ‘Twiga’ di Briatore, pronto per l’estate, offrirà agli ospiti 15o gazebo, cabine, cocktail bar, ristorante italiano/giapponese e locale notturno. Oltre alla discesa diretta al mare verso la cala del canale del Cafaro. Tutte opere, scrive il Nuovo Quotidiano di Puglia, che stanno comportando un investimento di circa due milioni e mezzo di euro. La Procura di Lecce analizzerà quindi le concessioni edilizie del Comune di Otranto, ma approfondirà anche le questioni urbanistiche: uno dei passaggi fondamentali per stabilire se ci saranno le basi per un eventuale processo. Il progetto lanciato da Briatore è sostenuto dalla società ‘Cerra’, costituita da Mimmo De Santis (presidente provinciale di Federalberghi), Vincenzo Pozzi (ex presidente Anas), Luigi De Santis (figlio di Roberto De Santis), Gabriele Sticchi ed Emanuele Moscara.