Il mondo FQ

Tre milioni dal Mimit, i finanziamenti della Bei e i bonus: Electrolux prende i soldi e licenzia in Italia

A febbraio 2024 un accordo per l'innovazione ha garantito il finanziamento di un progetto, pochi mesi dopo 200 milioni dalla Banca Europea per gli investimenti. E l'azienda ha beneficiato anche del bonus elettrodomestici
Tre milioni dal Mimit, i finanziamenti della Bei e i bonus: Electrolux prende i soldi e licenzia in Italia
Icona dei commenti Commenti

Negli ultimi due anni ha ottenuto fondi e finanziamenti pubblici per progetti di ricerca e sviluppo in Italia, eppure ora è pronta a tagliare la forza lavoro di quasi il 40% lasciando a casa 1.700 dipendenti. Senza contare i benefici indiretti ottenuti dal bonus elettrodomestici, che per il solo 2025 aveva avuto una dotazione di 50 milioni di euro per spingere le famiglie a cambiarli. Arrivarono oltre un milione di richieste e nell’elenco dei prodotti ammessi ce n’erano anche dieci di Electrolux. Ora, alla luce dei tagli annunciati, la parabola del colosso svedese racconta bene come sostenere con i soldi dei contribuenti, senza vincoli, i progetti e i prodotti delle aziende non si riveli sempre un buon affare.

La decisione di chiudere la fabbrica di Cerreto d’Esi con i suoi 170 operai, il settore lavasciuga a Porcia – che vale da solo il 35% dei volumi dello stabilimento – e l’addio a tre linee su sei a Forlì arriva a due anni e tre mesi dal momento in cui il ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva sostenuto con quasi 3 milioni di euro un accordo sull’innovazione e un anno e mezzo dopo l’intesa tra la Banca europea per gli investimenti e l’azienda per un finanziamento da 200 milioni per ricerca e sviluppo, principalmente nel sito di Pordenone. Coincidenze: la data di scadenza del progetto di innovazione nato nell’ambito di InvestEu è fissata alla fine del 2026, quando arriveranno anche i licenziamenti annunciati martedì che hanno portato i sindacati a 8 ore di sciopero immediato in tutti gli stabilimenti, che sorgono anche a Solaro e Susegana.

Il ministro Adolfo Urso ha convocato un tavolo il 25 maggio e, addossando la colpa delle scelte degli svedesi al Green Deal, nonostante su 4.000 licenziamenti globali quasi la metà siano concentrati in Italia, ha ostentato sicurezza: “Sappiamo come fare, a differenza degli altri”. Si vedrà quale sarà la soluzione, mentre quello di Electrolux è il secondo grande addio all’Italia nel settore del bianco dopo la vertenza Whirlpool/Beko.

Magari proprio durante l’incontro al ministero, Urso ricorderà agli svedesi l’accordo per l’innovazione sottoscritto il 16 novembre 2023 con la loro filiale italiana: si chiamava “Futura generazione di elettrodomestici ecocompatibili, ad alta efficienza e ideati al servizio del consumatore” ed è poi stato bollinato a febbraio 2024. Un’attività di ricerca e sviluppo da 9,1 milioni venne supportata dal governo con 2.989.795,32 di euro per il “consolidamento degli obiettivi” dell’azienda riguardo “ad alcuni orizzonti di medio e lungo termine”, spiegava il suo ministero. Tradotto: la ricerca della “carbon neutrality” dei processi produttivi nel 2030 coniugata con una “esperienza migliore di interazione” tra elettrodomestico e utilizzatore.

A dicembre 2024, il gruppo svedese era riuscito anche a ottenere un finanziamento da 200 milioni di euro dalla Bei per lo sviluppo di una gamma di beni di consumo più rispettosi dell’ambiente: “Utilizzerà le risorse per svolgere attività di ricerca, sviluppo e innovazione incentrate sull’ambiente nei suoi stabilimenti in Italia, Svezia, Germania, Polonia e Romania”, spiegava la Banca europea per gli investimenti specificando che le attività legate al progetto sarebbero state “realizzate prevalentemente a Pordenone”, cioè nella fabbrica di Porcia, ed erano tese allo sviluppo di “apparecchi avanzati per la preparazione e la conservazione degli alimenti e per la cura di tessuti e stoviglie” nonché al potenziamento delle “tecnologie digitali su tutte le piattaforme di prodotti”. Il termine ultimo? “Entro il 2026”. Appena in tempo prima dei licenziamenti.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione