Ha ragione Davigo quando dice che “i politici sono stati interlocutori inaffidabili, non sanno quello che fanno” ma, a differenza di Gesù Cristo, non aggiunge di perdonarli per questo motivo. La sacrosanta invettiva va tuttavia indirizzata con precisione all’attuale classe politica di governo e in particolare al “regime renziano in putrefazione che sprigiona orribili miasmi peggiorando ulteriormente la situazione, non solo olfattiva, di noi poveri naufraghi aggrappati alla scassata zattera Italia che va alla deriva.

Questa pessima classe politica di governo ormai la conosciamo. Ma i suoi inquietanti lineamenti emergono con sempre maggiore nettezza.

1. Il primo, e senz’altro peggiore, è la propensione irrefrenabile a porsi al servizio delle lobby peggiori, a cominciare da quella petrolifera. Basti citare, tra i casi più recenti, quello del gasdotto Tap di Melendugno, con il sacrificio di una delle più belle coste d’Italia e di diecimila ulivi secolari per far posto all’ennesima opera priva di utilità sociale quanto ricca di profitti per le solite cricche, non escluse quelle contigue alla criminalità.

Un copione già visto molte volte e la cui riproposizione dimostra l’evidente subalternità dell’attuale governo agli interessi di petrolieri e simili, come si era capito un anno fa al tempo del referendum sulle trivelle. Alla faccia, fra l’altro, delle fonti energetiche pulite e rinnovabili che il governo subordinato alle lobby avrebbe il dovere di promuovere anche per dare attuazione agli impegni assunti, a livello internazionale, relativamente al cambio climatico.

2. Un secondo carattere profondamente ripugnante è poi costituito dalla malafede. Un pessimo esempio per i giovani e in genere per il paese. Guardiamo alla vicenda del dottorato e delle pubblicazioni della Madia. Regole scritte e non, ma che in ogni caso dovrebbero essere ben presenti nella mente e nella coscienza di tutte e tutti coloro che si dedicano alla ricerca, impongono di citare in modo fedele ed accurato tutte le fonti che vengono prese in considerazione. In questo senso, le virgolette non sono un optional, come vorrebbe farci credere la Madia.

Ricordo che qualche anno fa individuai un copia-incolla operato da una mia collaboratrice su di un testo che stava scrivendo. Le segnalai la circostanza e la ricercatrice, vergognandosene a ragione, apportò gli opportuni rimedi. Nessuna traccia di vergogna nella ministra Madia, che deve andarsene al più presto, prima di ammannirci l’ennesima stucchevole predica sul merito, i fannulloni, ecc. Un esempio da manuale di arroganza del potere. Un’Italia da cancellare al più presto, di cui fanno parte, tanto per citarne solo un altro, le battute del ministro Poletti che hanno il merito di svelarci il mondo interiore, assolutamente refrattario a nozioni come bene comune” ed “eguaglianza sociale”, di un personaggio di dubbia statura, ma che più di altri, per il ruolo che ricopre (malissimo), è responsabile dell’attuale disastro della mancanza di lavoro tra i giovani.

3. Il terzo carattere, ultimo, ma non meno importante in questa classifica di infamia, è poi il crescente cinismo e la mancanza di requisiti elementari di umanità. Qui è d’uopo citare Ventimiglia, dove un sindaco Pd (ancora loro) ha emesso un’ordinanza che proibisce di dar da mangiare ai migranti, quasi che si trattasse di animali al giardino zoologico (i quali perlomeno sono o dovrebbero essere alimentati a sufficienza dall’istituzione in questione). La stessa logica classista contenuta nel decreto Minniti. Una classe dirigente che non sa contrastare la povertà non trova altra soluzione che criminalizzarla. Altro che terzo millennio, Pd e soci ci stanno riportando in pieno ottocento, prima sicuramente della rivoluzione sovietica, se non addirittura di quella francese. Bisogna opporsi con fermezza a questa logica aberrante, non tanto per “buonismo”, quanto per necessità di conformarsi a un dettame anche giuridico presente nella nostra Costituzione e in fondamentali norme internazionali, cioè la solidarietà.

Occorre augurarsi che alle prossime elezioni politiche una valanga spazzi via definitivamente questa pessima classe politica. Un esito che faranno di tutto per scongiurare abbarbicandosi in stile Gentiloni (ostrica scipita) al potere e suscitando un’alleanza trasversale di tutti i rottami politici in servizio, siano essi targati Pd o destra. Ma non riusciranno in tale modo a salvarsi, se il popolo italiano finalmente si sveglierà. Si tratterà soprattutto, e sarà un fatto positivo, di una valanga a cinque stelle (ne approfitto, al di là delle divergenze e delle critiche che non esiterò a riproporre, per dare tutta la mia solidarietà a Grillo e Di Battista, vittime di una campagna di stampa davvero ignobile).

Ma occorrerà ad ogni costo, per dare maggiore profondità e sostanza all’indispensabile rivoluzione da fare, che emerga una forza di sinistra intransigente, totalmente rinnovata e rifondata e che tagli ogni legame con la pessima classe politica dei furbetti e disumani. E che soprattutto emerga e si consolidi l’auto-organizzazione democratica del popolo italiano in lotta per affermare le sue esigenze, dopo decenni di inganni e prepotenze oramai insopportabili.