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Ultimo aggiornamento: 16:40

Stellantis, Urso sdogana i cinesi a Cassino: “A breve novità su possibili investimenti”. Poi dà i numeri per difendere l’azienda

Il ministro ufficializza in Aula la trattativa con Dongfeng per la co-gestione della fabbrica in crisi
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“Nella giornata di ieri abbiamo avuto un confronto con l’azienda in preparazione dell’incontro che avrò la prossima settimana con il governatore Rocca e poi del tavolo automotive che convocherò nelle prossime settimane. Riteniamo che in quella sede potremmo dare una prospettiva certa anche a questo stabilimento sia con riferimento alla continuità produttiva dei due modelli Alfa Romeo Giulia e Stelvio e del nuovo Maserati Grecale, sia ai possibili investimenti produttivi con partner internazionali che il gruppo intende realizzare in alcuni stabilimenti europei per garantirne livelli produttivi e occupazionali”.

Così il ministro Adolfo Urso ha sostanzialmente ufficializzato le trattative in corso tra Stellantis e alcuni costruttori cinesi, in particolare Dongfeng, per la co-gestione (o la vendita totale) dello stabilimento di Cassino, in provincia di Frosinone, che sta vivendo un periodo di crisi senza fine. Il gruppo franco-italiano non aveva mai confermato le indiscrezioni pur non smentendole. Ora, il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy, ha confermato in Aula che una trattativa esiste e che a breve verranno scoperte le carte.

Nel rispondere all’interrogazione del Partito Democratico in un question time alla Camera sulla fabbrica frusinate, Urso si è poi lanciato nella consueta difesa di Stellantis e del suo lavoro negli ultimi anni. Ha parlato di “cambio radicale di strategia” dopo l’addio dell’ex ad Carlos Tavares e ha insistito sulla realizzazione del Piano Italia del dicembre 2024, nonostante gli obiettivi mancati. “L’Italia è tornata centrale”, è riuscito a dire ignorando che la produzione dello scorso anno abbia toccato il minimo storico nell’era moderna in Italia.

“Nessuno stabilimento è stato chiuso, come invece è accaduto in altri Paesi europei e ciascuno ha visto una ripresa produttiva”, ha insistito ignorando le migliaia di uscite incentivate pagate da Stellantis sia nel 2025 che, ancora, nei primi mesi di quest’anno con oltre 1.000 operai che lasceranno il lavoro nei prossimi mesi in virtù di un accordo con l’azienda. Quindi ha citato le percentuali di aumento della produzione nel primo trimestre di quest’anno, facendo finta di non sapere che le crescite percentuali partivano da numeri assoluti ridicoli e per questo risultano gonfiate. In particolare, ha insistito, “la crescita è più evidente a Mirafiori, con un +70,2%”. Vero, ma il ministro dimentica che l’aumento è sostenuto dall’avvio della produzione della 500 ibrida: ne sono stati assemblate poco più di 14.000 unità con una stima di 48mila auto a fine anno. Stellantis aveva ipotizzato, appena lo scorso novembre, che sarebbero state 100.000 nel 2026.

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