Una replica alle accuse sulle toghe in politica e una critica agli stessi politici rei di essere stati “inaffidabili“. Si conclude così il mandato di Piercamillo Davigo da presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che oggi rinnova i suoi vertici. L’ex pm di Mani Pulite sarà sostituito da Eugenio Albamonte, al quale Davigo ha assicurato la sua più “assoluta lealtà” . “I miei in bocca al lupo a quelli che verranno: hanno un compito da far tremare i polsi per una serie di questioni aperte”, ha detto il presidente uscente dell’Anm alla fine del suo discorso di avvicendamento davanti al Comitato direttivo centrale.

Un intervento in cui Davigo ha ripercorso i suoi dodici mesi al vertice dell’organismo che rappresenta le toghe. “Un capitolo drammatico è stata l’interlocuzione con la politica, per la loro totale inaffidabilità: sono arrivati a stracciare un accordo scritto senza rendersi conto che così stracciavano la loro credibilità. Discutere con interlocutori inaffidabili è difficile. Non sanno quello che fanno”, ha detto l’ex pm di Milano, riferendosi al provvedimento sul pensionamento delle toghe. Il decreto con cui il governo ha prorogato il trattenimento in servizio sino a 72 anni dei soli vertici della Cassazione, infatti, era stato il casus belli che aveva portato l’Anm a disertare la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario.

L’ormai ex numero uno dell’Anm ha poi commentato un altro tema che surriscalda i rapporti tra l’esecutivo e le toghe. “Il tema dei magistrati in politica – ha detto – è una questione seria e grave. La devono smettere di accusare la magistratura tutta di essere politicizzata. Si tratta di scelte personali: per quello che è di mia conoscenza sono 6 i magistrati in parlamento su oltre 9mila e questo non può permettere di accusare la magistratura tutta. È un reato a concorso necessario, se si candidano c’è qualcuno che li candida. Smettano di candidarli. Bisogna regolamentare il loro rientro e il ddl non risolve i problemi”. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è approdato alla Camera il disegno di legge che dovrebbe introdurre norme più stringenti per le toghe che si impegnano in politica.

Oltre al nuovo presidente Albamonte, che fa il pm a Roma, il Comitato direttivo centrale dell’Anm ha nominato per acclamazione anche Edoardo Cilenti, consigliere di corte d’Appello a Napoli e nuovo segretario. Il nuovo vicepresidente dell’Anm, invece, è il procuratore per i minori di Firenze, Antonio Sangermano, in passato pm a Milano, dove ha sostenuto l’accusa nel processo Ruby.