Lo scorso 20 marzo tre ragazzi francesi sono stati denunciati a Ventimiglia perché hanno contravvenuto a un’ordinanza del sindaco del Pd Enrico Ioculano. Nella denuncia si leggono testualmente, aggiunte a mano nell’apposito spazio del foglio prestampato, le motivazioni della denuncia: “Per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”. Come allo zoo, quando tiriamo le noccioline agli ippopotami e il guardiano ci sgrida perché era vietato.

L’ordinanza del sindaco vietava di dar da mangiare ai migranti. I ragazzi hanno regalato loro alcuni panini. L’inottemperanza a un’ordinanza sindacale è un reato. E dunque adesso i tre si trovano indagati a piede libero.

Non credo ci sia bisogno di commentare l’accaduto. Credo sia il momento della vergogna, non della parola. Dunque mi limito a due considerazioni veloci e lascio poi a ciascuno la propria valutazione. Prima considerazione: è in via di conversione in Parlamento un decreto sulla cosiddetta “sicurezza integrata”. Il decreto, tra le altre cose, accresce i poteri dei sindaci in materia di ordinanze e concede loro anche poteri sulla libertà dei cittadini in nome della sicurezza urbana. Eppure solo un paio di settimane prima di emanare il decreto, il ministro dell’Interno Marco Minniti aveva presentato la propria relazione annuale al Parlamento nella quale raccontava con orgoglio come tutti i reati (furti, rapine, omicidi e via dicendo) siano oggi in calo.

Il solo a essere cresciuto nell’ultimo anno è lo sfruttamento del lavoro. Un decreto legge, con le caratteristiche di necessità e urgenza che esso porta con sé, si poteva allora emanare su quel tema. Invece no. Sulla sicurezza. Perché, si sa, è su quella che si pensa di poter vincere le elezioni (sbagliando clamorosamente). Il decreto configura una vera e propria guerra ai poveri, piuttosto che quella guerra alla povertà che tutti vorremmo. Si dice che chi dorme per strada verrà cacciato, senza spiegare dove lo si inviterà ad andare. Dunque puniamo chi offre da mangiare ai poveri e chi dorme per strada. Altro che carità cristiana. Qua siamo tornati al Medioevo. Il decreto avrà un’evidente ricaduta penale su coloro che non saranno in grado di ottemperare alle ordinanze, pena la loro stessa sopravvivenza. Il caso dei ragazzi di Ventimiglia lo dimostra.

Seconda considerazione: qual è il messaggio educativo che vorrei che la mia classe politica lanciasse? A questa domanda rispondo: quello stesso che ogni giorno io cerco di dare ai miei figli. Ecco: io ai miei figli dirò sempre che la solidarietà è il sentimento più importante. Dirò sempre loro che se incontrano una persona che ha fame e ne hanno la possibilità devono darle da mangiare. Mi sarebbe piaciuto avere le istituzioni del mio Stato complici in questo messaggio. Invece purtroppo quello che sto dicendo ai miei figli è di contravvenire all’ordinanza del sindaco Pd di Ventimiglia. Non c’è nulla di democratico nel punire chi offre un panino ai poveri. E non c’è nulla di umano. Orlando, Emiliano, Renzi che pensano?