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Trump sospende l’operazione Project Freedom nello stretto di Hormuz: “Grandi progressi nei negoziati con l’Iran”

Ministro esteri iraniano Araghchi a colloquio in Cina con l'omologo Wang Yi: “Accetteremo solo un accordo equo e completo”. Pechino: "Illegittima la guerra di Usa e Israele, cessate il fuoco necessario"
Trump sospende l’operazione Project Freedom nello stretto di Hormuz: “Grandi progressi nei negoziati con l’Iran”
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Ministro esteri cinese Wang: guerra di Usa e Israele “illegittima”, “necessario cessate il fuoco”

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha definito “illegittima” la guerra lanciata da Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, chiedendo un immediato e totale cessate il fuoco. Durante l’incontro a Pechino con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Wang ha detto che “siamo pronti a continuare gli sforzi per ridurre le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è necessario e inevitabile. La regione sta attraversando un momento cruciale e i contatti diretti tra le parti sono fondamentali”.

  • 08:52

    Media: “Iran ha intercettato droni sull’isola di Qeshm a Hormuz”

    Le difese aeree dell’Iran hanno intercettato piccoli droni e droni da ricognizione sull’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran nello Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato le autorità provinciali di Hormozgan, secondo quanto riportato da Students News Network (Ssn). Al momento non si segnalano danni.

  • 08:46

    Ministro esteri cinese Wang: guerra di Usa e Israele “illegittima”, “necessario cessate il fuoco”

    Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha definito “illegittima” la guerra lanciata da Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, chiedendo un immediato e totale cessate il fuoco. Durante l’incontro a Pechino con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Wang ha detto che “siamo pronti a continuare gli sforzi per ridurre le tensioni. Stabilire un cessate il fuoco completo è necessario e inevitabile. La regione sta attraversando un momento cruciale e i contatti diretti tra le parti sono fondamentali”.

  • 08:43

    Regno Unito: “Nave mercantile colpita da un proiettile a Hormuz”

    Una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz. Lo ha riportato il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), che cita una “fonte verificata”, ma non specifica il paese di registrazione dell’imbarcazione né fornisce dettagli sull’equipaggio.

  • 08:41

    Presidente iraniano Pezeshkian: “Nessuno può costringerci alla resa”

    “Nessuno può costringerci alla resa”. Lo ha scritto su ‘X’ il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. “Noi musulmani ci siamo già sottomessi all’Onnipotente; nessun altro può costringerci ad arrenderci”, ha detto Pezeshkian. Il presidente iraniano ha poi citato il colloquio telefonico avuto con il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, al quale ha suggerito di “esortare gli Stati Uniti a rimuovere le minacce militari dalla nostra regione; i seguaci della scuola sciita non possono essere costretti ad arrendersi con la forza”.

  • 08:22

    Ministro esteri iraniano a colloquio in Cina: “Accetteremo solo un accordo equo e completo”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “l’Iran accetterà solo un accordo equo e completo” con gli Stati Uniti, durante un colloquio a Pechino con l’omologo cinese Wang Yi.
    “La guerra scatenata contro di noi è un chiaro atto di aggressione e una palese violazione del diritto internazionale. Faremo del nostro meglio per proteggere i nostri legittimi diritti e interessi nei negoziati”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran.
    Secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Isna, Wang Yi ha definito “illegittima” la guerra da parte di Stati Uniti e Israele, aggiungendo che sono “necessari incontri diretti tra le due parti”. La Cina è pronta a continuare a lavorare “per ridurre l’intensità delle tensioni”, ha detto Wang Yi, sottolineando che “stabilire un cessate il fuoco completo è necessario e inevitabile”

  • 08:18

    Trump sospende l’operazione Project Freedom: “Grandi progressi nei negoziati con l’Iran”

    Donald Trump scompiglia ancora le carte e annuncia a sorpresa una “breve” sospensione di Project Freedom, l’iniziativa militare Usa che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz, a un giorno dall’avvio dell’operazione. In un post su Truth, il presidente americano ha spiegato che la decisione si fonda in parte sul “fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo” con l’Iran.
    Il Project Freedom, pertanto, “sarà sospeso per un breve periodo di tempo, al fine di verificare se l’accordo possa essere finalizzato e firmato”, ha scritto poi il tycoon, il cui post ha fatto balzare i futures azionari, alimentando le speranze su un accordo di pace capace di porre fine al conflitto di Stati Uniti-Israele con l’Iran e consenta la riapertura dello Stretto, dove transita il 20% del greggio mondiale.
    La mossa è maturata dopo i ripetuti episodi che hanno fatto temere la rottura della precaria tregua e l’invito del segretario di Stato Marco Rubio all’Iran a “fare una scelta sensata” e a intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla “ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo”. L’Iran, ha detto Rubio in un briefing alla Casa Bianca, deve “accettare la realtà della situazione” e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. “Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Usa”, ha aggiunto.
    Trump ha annunciato il Project Freedom domenica sera, assicurando i Paesi, le cui navi sono rimaste bloccate per il conflitto, che gli Usa avrebbero le “scortate in sicurezza fuori da queste vie d’acqua soggette a restrizioni”. Washington ha reso noto che quasi 23.000 marinai, a bordo di navi battenti bandiera di 87 Paesi, sono fermi nel Golfo Persico a causa della chiusura de facto dello Stretto di Hormuz imposta dall’Iran. Domenica sera, il Comando militare centrale Usa (Centcom) ha comunicato che le forze armate avrebbero schierato “cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 aerei e navali, piattaforme senza pilota multi-dominio e 15.000 effettivi” a sostegno di Project Freedom, verso cui Teheran ha reagito con rinnovata ostilità.
    L’operazione di scorta delle navi ha provocato uno scontro a fuoco tra Stati Uniti e Iran, oltre a una serie di attacchi missilistici dei pasdaran contro gli Emirati Arabi Uniti: un’escalation che non si verificava da quando, un mese fa circa, è stato annunciato il cessate il fuoco. Ora, il nuovo colpo di scena di Trump.

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