E alla fine il terrore è tornato a Londra. Nel primo anniversario degli attentati di Bruxelles, quando le bombe in aeroporto e metro fecero 35 morti, il Regno Unito torna sotto attacco. Dagli attentati alla metropolitana di Londra che il 7 luglio del 2005 costarono la vita a 56 persone sono passati quasi 12 anni. In quel caso la strage fu rivendicata da Al Qaida. Adesso, invece, l’attacco al parlamento inglese sembra più simile alle decine di episodi che hanno insanguinato l’Europa negli ultimi due anni. È ancora presto per capire chi ci sia dietro quel Suv che è piombato sulla folla davanti a Westminster Bridge, uccidendo diverse persone.

Scotland Yard comunica che l’attacco viene trattato “come un evento terroristico fino a prova contraria”, mentre un funzionario della sicurezza europea fa sapere che sui canali telematici jihadisti è stata notata un notevole incremento di attività nelle ultime ore. Ieri, tra l’altro, anche la Gran Bretagna ha adottato il bando all’uso di dispositivi elettronici su voli in arrivo da alcuni Paesi musulmani, varato da Donald Trump negli Stati Uniti.

E in attesa che le indagini facciano il loro corso, sembra assai probabile che l’attacco nel cortile del parlamento inglese sia l’ennesimo atto terroristico di un biennio di terrore. Dall’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, agli attenti di Parigi e Bruxelles, fino alla strage di Nizza e a quella di Berlino: dal 2015 l’Europa è sotto attacco da parte dei cosiddetti lupi solitari. Hanno giurato fedeltà al califfato di Abu Bakr al Baghdadi, ma agiscono in autonomia e proprio per questo motivo sono imprevedibili. A dimostrarlo è la semplice cronologia delle stragi messe in atto  dal 29 giugno 2014 quando l’iracheno al Baghdadi annunciò la nascita del Califfato, e cioè dello Stato islamico.

Francia, 20 dicembre 2014 – È il 20 dicembre 2014 e all’interno di un commissariato di Polizia a Joué-les-Tours, in Francia, un uomo assalta con un coltello tre funzionari di polizia: due vengono feriti in modo grave. L’assalitore grida “Allah Akbar”, prima di essere ucciso agli stessi poliziotti aggrediti. Il giorno dopo a Dijon, un uomo alla guida di un’auto investe la folla, ferendo 11 persone. Anche lui gridava “Allah Akbar”. Stessa scena a Nantes il 22 dicembre ma questa volta c’è un morto.

Parigi, strage di Charlie Hebdo, 7 gennaio 2015 – Il primo attentato eclatante del “nuovo corso” del terrorismo islamico è l’assalto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Due terroristi uccidono 12 persone, giornalisti e vignettisti del mensile. Il 9 gennaio il terrorista Coulibaly prende in ostaggio una decina di persone e ne uccide quattro in un supermercato a Vincennes.

Copenaghen, Danimarca, 14 febbraio 2015 – Sparatoria in un caffè di Copenaghen con un morto e tre feriti ad un convegno sulla libertà d’espressione organizzato dall’artista Lars Vilks, autore di numerose caricature del profeta Maometto nel 2007. Poche ore dopo una seconda sparatoria vicino a una sinagoga: 3 i feriti.

Turchia, 20 luglio 2015 – Attentato a Suruc, in Turchia, vicino alla frontiera siriana: 34 morti e un centinaio di feriti tra giovani attivisti della causa curda. Attacco attribuito all’Isis.

Turchia, 10 ottobre 2015 – Alla stazione centrale di Ankara due terroristi uccidono 103 persone durante una manifestazione filo-curda.

Attacchi di Parigi, 13 novembre 2015 – Tre attacchi coordinati a Parigi: 130 vittime. Tre kamikaze si fanno esplodere vicino allo Stade de France, uccidendo un passante. Poi 39 persone vengono uccise a colpi di kalashnikov sparati contro diversi bar e ristoranti. Quindi un commando kamikaze fa irruzione nella sala concerti Bataclan e ammazza 90 persone.

Attentati di Bruxelles, Belgio, 22 marzo  2016 – Una serie  di attentati compiuti a Bruxelles e rivendicati dall’Isis fanno 35 morti: due attacchi all’aeroporto Zaventem e uno alla stazione della metro di Maalbeek.

Aeroporto di Istanbul, Turchia, 28 giugno 2016 – Terroristi armati di kalashnikov sparano sulla folla e poi si fanno esplodere all’aeroporto di Istanbul: 41 morti e 239 feriti.

Nizza, Francia, 14 luglio 2016 Ottantasette morti, circa 130 feriti di cui una quarantina gravissimi a Nizza per l’attacco di un tir che ha falciato la folla. Un massacro lungo 2 chilometri sul lungomare della Promenade del Anglais, dove la gente festeggiava la presa della Bastiglia. Lo stragista è stato poi ucciso dalla polizia.

Berlino, Germania, 19 dicembre 2016 – Il terrorista tunisino Anis Amri piomba sulla folla a bordo di un camion durante il mercatino di Natale: 12 morti, diversi feriti. Amri verrà fermato e ucciso il 23 dicembre nei pressi della stazione di Sesto San Giovanni, vicino a Milano.

Istanbul, Turchia, 1 gennaio 2017 –
Un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco prima sul poliziotto e sulla guardia giurata che si trovavano davanti al Reina Club, una delle più famose discoteche di Istanbul, poi è entrato all’interno e ha cominciato a sparare sulle 600 persone circa che festeggiavano il capodanno. In totale 39 morti e 69 feriti.