Prima Nizza, nella sera della festa nazionale in Francia. Poi Berlino, durante i mercatini di Natale. E ora Stoccolma, nel cuore commerciale della capitale di Svezia. Ancora una volta un camion lanciato contro la folla. In questo caso è la Drottninggatan, la “strada della regina”, cioè la strada pedonale più famosa e frequentata della città. Il tir ha concluso la sua corsa contro le vetrine di un grande magazzino, l’Ahlens City. I morti sono 4, i feriti 15 (di cui 9 gravi) e tra questi ci sono anche alcuni bambini. E’ di nuovo terrore in Europa e questa volta tocca alla Scandinavia e in particolare alla Svezia, da anni capofila nelle politiche di accoglienza. Ed è di nuovo terrore con la meno prevedibile delle armi: un tir, che era stato appena rubato.

Il governo svedese ha subito confermato che si trattava di “attentato terroristico“. Dopo l’attacco le forze dell’ordine hanno bloccato tutti i treni, evacuato la stazione, chiuso la metropolitana. Infine, dopo una serie di conferme e smentite, è stato arrestato un uomo che ha confessato e rivendicato l’attacco. Ma non è l’autista del tir, l’ipotesi è che abbia solo partecipato all’attentato. L’esecutore materiale, dunque, è ancora libero, in fuga. La caccia all’uomo continua e le autorità svedesi hanno rafforzato le misure di sicurezza ai confini perché – come è stato detto – “ci sono altri ricercati“.

Gli attentatori si sono procurati il tir rubandolo durante alcune consegne nei ristoranti e nei pub della città della birra più nota nel Paese, la Spendrups. Hanno atteso che l’autista del camion entrasse in un ristorante per scaricare la merce e hanno portato via il mezzo pesante. L’autista della Spendrups se n’è accorto e ha tentato di fermare l’assalitore che era a volto coperto: si è gettato sul cofano del camion nel tentativo di fermarne la corsa. Ma alla fine è caduto, riportando alcune ferite non gravi.

Il premier svedese ai terroristi: “Non vincerete mai”
“La Svezia è unita nel lutto e nella rabbia – ha detto il premier svedese Stefan Lofven – All’odio non sarà mai permesso di minare i valori del Paese”. Lofven ha aggiunto: “Sappiamo che i nostri nemici sono questi atroci assassini e non noi stessi gli uni con gli altri. Il nostro messaggio sarà sempre chiaro: non ci sconfiggerete, non governerete le nostre vite, non vincerete mai“. “Il Paese è sotto shock” ha ammesso Lofven in un intervento alla tv. “L’intento del terrorismo è minare la democrazia, ma questo obiettivo non sarà mai raggiunto in Svezia”.

Nel 2010 due autobomba nello stesso posto
La zona in cui il camion ha falciato la folla nel pieno centro di Stoccolma, ricorda l’agenzia Ansa, è la stessa che l’11 dicembre 2010 è stato teatro di un duplice attentato con autobomba, in quello che all’epoca era il primo attentato suicida nei Paesi scandinavi. Quel giorno due veicoli esplosero, di cui il primo alle 16.48 all’incrocio tra Olof Palme Street e Drottninggatan, il secondo alle 17 all’incrocio tra la stessa Drottninggatan e Bryggargatan. Le auto erano state caricate con sei bombole di gas liquefatto, di cui solo una esplose provocando solo feriti ma la polizia valutò che se gli ordigni avessero funzionato pienamente l’effetto sarebbe stato simile alla strage compiuto dalla bomba posta al traguardo della maratona di Boston. Vicino a una delle due vetture venne trovato il corpo di un kamikaze, successivamente identificato come Taimour Abdulwahab al-Abdaly, un cittadino svedese nato in Iraq.

Conferme e retromarce. “Foto? Non è il sospettato”
Le ore successive all’attentato sono state contraddistinte anche da una certa dose di confusione tra gli investigatori, incertezza che ha coinvolto anche il governo. In un primo tempo su una foto diffusa dalla polizia in cui si vede un uomo che indossa una felpa grigia e una giacca verde con il cappuccio nell’area commerciale. Ma dopo diverse ore le forze dell’ordine hanno precisato che non si tratta di un sospettato e che l’immagine è solo “di interesse per le indagini“. Alla fine della giornata la polizia svedese ha detto di avere identificato quella persona in un sobborgo a nord della città confermando che le forze dell’ordine hanno “un particolare interesse per lui in relazione all’indagine in corso”. E in serata è emerso che si trattava proprio dell’uomo arrestato, che probabilmente ha partecipato all’organizzazione dell’attacco anche se c’è da capire con quale ruolo.

In un primo momento il premier Stefan Lofven, aveva confermato l’arresto di una persona, che la polizia dopo un’ora ha smentito. Ancora da capire quindi a cosa si riferiscano le immagini foto e video trasmesse da agenzie di stampa e tv in cui si vede una persona immobilizzata a terra e circondata da alcuni agenti subito dopo i fatti. Durante la giornata la polizia ha interrogato due persone precisando però che non si trattava di sospettati.

Parlamento chiuso, cordoglio da tutta l’Ue
Il primo ministro svedese, il socialdemocratico Stefan Lofven, è rientrato da Göteborg per presiedere una riunione d’emergenza del governo. Il Parlamento è stato chiuso e la sede è stata recintata. La Svezia ha ricevuto il cordoglio di tutti i leader europei, a partire dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.  Il re di Svezia Carl Gustaf, capo di Stato, ha espresso il suo dolore “I nostri pensieri vanno a tutte le persone colpite e ai loro familiari”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “vile attentato” aggiungendo che “la Svezia potrà sempre contare sulla collaborazione dell’Italia, nella consapevolezza che soltanto uniti potremo sconfiggere l’inutile violenza di quanti attaccano i nostri comuni valori di libertà, tolleranza e pluralismo”.

Norvegia e Finlandia rafforzano le misure di sicurezza 
Nel frattempo l’allarme si allarga a tutta l’area della Scandinavia. La polizia norvegese, che di norma non porta armi da fuoco nei servizi di pattuglia, sarà invece armata nelle principali città del Paese e all’interno dell’aeroporto di Oslo. La direttiva rimarrà valida fino a ulteriori informazioni. Le forze di sicurezza della Finlandia, dal canto loro, hanno comunicato di avere aumentato il numero di pattuglie attive a Helsinki.

Il Viminale: “No a legami con l’Italia, ma l’attenzione è alta”
A Roma il capo della polizia Franco Gabrielli ha tenuto una riunione straordinaria del Comitato di analisi strategica antiterrorismo al termine della quale il Viminale ha ribadito che l’attenzione “continua ad essere alta” anche se al momento non sono emersi elementi di collegamento tra il nostro Paese e i fatti di Stoccolma.