Come diceva lo stesso Trump, quando conduceva un suo programma televisivo, The Apprentice, l’apprendista, basta guardare il curriculum. È tipico delle grandi famiglie newyorkesi lasciare un’impronta morale – solitamente attraverso una fondazione – e un’impronta fisica costruendo qualcosa dedicato alla città. La famiglia Rockefeller ha costruito nel cuore di Manhattan il Rockefeller Center dove lo stesso Trump ha acceso l’enorme albero di Natale della città, dove i bambini vanno a pattinare, e dove vi sono i più bei murales del pittore messicano Diego Rivera.

E sulla Park Avenue, sempre Rockefeller, ha costruito la Asia House per rendere omaggio ai capolavori dell’arte orientale nel centro dell’Occidente. A sud di Manhattan potete trovare la Morgan Library, che è anche luogo di importanti mostre storiche o di arte contemporanea, e a nord, l’intera Columbia University è il risultato del sovrapporsi di una grande e continua quantità di donazioni della città ricca che non solo hanno sostenuto tutta la storia di questo grande ateneo, ma stanno per rendere possibile la costruzione di un nuovo campus progettato da Renzo Piano.

A Trump va riconosciuto il contributo di un Trump Pavillon, padiglione di un ospedale nell’area detta “Jamaica”. Una iniziativa importante, dato il quartiere, ma dovuta al padre del nostro tycoon, come amano chiamarlo. Ma su questa parola, di origine cinese e giapponese che vuol dire “principe del danaro”, un chiarimento va fatto. Tycoon nel consolidato gergo americano, fin dai tempi della letteratura industriale statunitense dell’inizio dell’altro secolo, vuol dire “uomo che si è fatto da se”, povero intraprendente che diventa ricco, abile e geniale inventore di se stesso. Non è il caso di Donald Trump, che è nato ricchissimo da un padre costruttore che possedeva più di cinquemila case a New York.

Nonostante ciò, il neo eletto è presente nella Grande mela con le sue torri, che hanno sfidato tutte le altezze precedenti e sono state costruite in base al piano di incoraggiare un esodo in massa della classe media da New York (la classe media che aveva formato fino a quel momento le professioni, la letteratura, il teatro, il cinema, la musica) e far arrivare vera ricchezza attraverso gli altissimi costi delle nuove abitazioni, degli uffici, degli appartamenti, dei negozi. Ha distrutto una immensa quantità di case che avevano reso famosa e tipica l’architettura della città, anche attraverso sfratti forzati che sono rimasti famosi nella storia recente di New York. Per questa ragione vive a Manhattan, al piano alto di una delle sue torri senza legami con la sua città (che non siano il danaro) e senza avere alcun ruolo volontario, proporzionato o no, alla sua ricchezza. Sta progettando il muro contro il Messico e altre cinque torri dai prezzi inaccessibili per i ricchi, solo per i ricchi del mondo.