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La Bce alza i tassi di 25 punti base: primo aumento dal 2023. Inflazione al 3% causa guerra in Iran. Tajani: “Rialzo non aiuta nessuno”

Il consiglio direttivo dell'Eurotower a fronte del prolungarsi del conflitto ha ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita e alzato quelle sull'aumento dei prezzi
La Bce alza i tassi di 25 punti base: primo aumento dal 2023. Inflazione al 3% causa guerra in Iran. Tajani: “Rialzo non aiuta nessuno”
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La Banca centrale europea come da attese alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%. È la prima stretta monetaria dal settembre 2023. Gli analisti la davano per certa visto lo choc energetico causato dalla guerra all’Iran scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, che ha fatto volare l’inflazione. Il consiglio direttivo dell’Eurotower deciso all’unanimità, ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa. La mossa rallenterà un’economia già messa a dura prova dal conflitto. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel pomeriggio ha commentato: “Io non sono mai un sostenitore dell’aumento dei tassi. Credo che anche in momenti di difficoltà si debba rendere più agevole l’accesso al credito. Quando, soprattutto, l’inflazione aumenta per fenomeni esogeni, è meglio lasciare i tassi invariati. L’aumento dei tassi non aiuta nessuno“.

La situazione geopolitica ha comportato un ulteriore taglio delle previsioni sulla crescita e un rialzo di quelle sull’inflazione. Nel nuovo scenario ‘di base’ il progresso del pil è ora atteso a +0,8% per il 2026 (dallo 0,9% delle precedenti proiezioni di marzo) e +1,2% per il 2027 (da 1,3%), mentre è stato alzato a +1,5% (da 1,4%) per il 2028. L’inflazione è vista al 3% per quest’anno e 2,3% per il 2027 per poi frenare al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni. “Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si legge in una nota della Bce.

I rischi per lo scenario di crescita e d’inflazione sono tanto maggiori “quanto più dura la guerra in Medio Oriente”, ha spiegato in conferenza stampa la presidente Lagarde. “L’aumento dei prezzi dell’energia spingerà ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027. Avrà inoltre un impatto sull’inflazione di alimentari, beni e servizi. L’inflazione dovrebbe poi tornare in linea con l’obiettivo nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell’energia e da un rallentamento degli aumenti degli altri prezzi”.

Tuttavia “la guerra in Medio Oriente rimane una fonte di incertezza significativa. Più a lungo i prezzi dell’energia rimangono elevati, maggiore è il rischio che alimentino un’inflazione più ampia attraverso effetti indiretti e di secondo livello. Monitoreremo pertanto da vicino l’entità e la persistenza dell’aumento dei prezzi dell’energia e il modo in cui si ripercuote sulla formazione dei prezzi e dei salari, sulle aspettative di inflazione e sulla dinamica economica complessiva”.

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