I fratelli Tate al centro di una rete di sfruttamento e traffico sessuale in Romania: “Decine di donne stuprate”. L’inchiesta del New Yorker
I riflettori non si spengono mai sui fratelli Tate, soprattutto quelli degli scandali e degli abusi. Dopo essere stati tra i pochi occidentali invitati alla Davos russa di Vladimir Putin a San Pietroburgo, ora il New Yorker ha pubblicato un’inchiesta che li pone al centro di una vasta rete di sfruttamento, traffico sessuale e manipolazione coercitiva su scala industriale in Romania. Secondo il periodico statunitense, Andrew e Tristan hanno stuprato decine di donne, molte delle quali adolescenti, tenendole prigioniere per girare video porno nel cosiddetto American Village, un complesso alle porte di Bucarest protetto da guardie armate.
I due fratelli, prima campioni di kickboxing e poi influencer eroi del mondo Maga, di origine romena con cittadinanza britannica e americana, erano scappati dalla Gran Bretagna nel 2015 dopo che Andrew era stato accusato da tre donne di stupro e strangolamento. Per questo si erano rifugiati in Romania, dove godevano di parziale immunità, fino al 2022 quando, dopo la denuncia di una presunta vittima, erano finiti sotto inchiesta a Bucarest per traffico di esseri umani, traffico di minori, pedofilia e riciclaggio. I due erano stati messi agli arresti domiciliari con obbligo di firma e il divieto di lasciare il Paese, ma, con la rielezione di Donald Trump nel 2025 il caso è stato silenziato e le misure alleggerite. Ad aprile un tribunale romeno ha revocato tutte le misure di controllo giudiziario preventivo nei loro confronti. All’epoca i Tate avevano dichiarato al New Yorker di respingere ogni teoria su di loro, frutto di macchinazioni della sinistra liberal. Per questo sono diventati paladini del mondo Maga, venendo difesi dai colleghi influencer della destra Usa, tra cui Tucker Carlson, Candace Owens e il podcaster Joe Rogan, ma perfino da Donald Trump Jr. e Charlie Kirk. Ora però il quotidiano statunitense ha pubblicato numerosi messaggi privati e altrettante testimonianze di oltre una dozzina di presunte vittime, in cui viene descritto un quadro radicalmente diverso da quello presentato dai due ex kickboxer.
La tecnica utilizzata è quella del “loverboy“: uno dei due fratelli si fingeva innamorato delle ragazze per conquistarne la fiducia e adescarle. Una volta isolate le donne venivano costrette a produrre contenuti pornografici e a esibirsi in spettacoli via webcam. Tutti i guadagni rimanevano ai Tate, sottraendo alle vittime ogni autonomia finanziaria e logistica, venendo costantemente monitorate, private di passaporti e poste sotto sorveglianza. I due fratelli e i collaboratori le minacciavano anche di rovinarle economicamente o di farle uccidere dalla mafia romena se avessero tentato di fuggire. Le uniche pagate erano le donne incaricate di gestire e controllare le giovani.
La prima vittima è Bibiana Hruskova, sul cui braccio Andrew Tate aveva fatto tatuare le parole “Tate Property”, di proprietà di Tate, accanto all’immagine di un cobra, il suo simbolo personale. La giovane ha conosciuto il suo carnefice nel Regno Unito quando lei aveva 15 anni e lui 26: da allora ne è diventata succube, venendo usata in video trasmessi online di una violenza inaudita. Hruskova in molte riprese veniva umiliata, picchiata, e insultata mentre centinaia di spettatori osservavano. La donna, almeno pubblicamente, ha sempre difeso Tate, anche se di recente, come spiega il New Yorker, sembra averne preso le distanze.
In Romania invece una delle prime vittime è stata Iasmina Pencov, usata per alcuni video trasmessi su un network online gestito da Tate, la War Room, dove insegnava per 8mila dollari all’anno come “liberare l’uomo moderno dall’incarcerazione prodotta dalla società”. Così Pencov diventava il modello di subordinazione da seguire in un tutorial su come trasformare le donne in “schiave del sesso“. “Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business. Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia”, così spiegava l’ex kickboxer in una delle sue costose lezioni, oltre a fregiarsi del fantomatico titolo di “Pimping Hoes Degree”, “Laurea in sfruttamento delle puttane”. Secondo il New Yorker, i due fratelli avrebbero avuto anche “decine” di figli con alcune delle vittime, perché convinti della necessità di massimizzare la loro progenie. L’inchiesta documenta anche molti episodi di stupri e violenza fisica estrema da parte soprattutto di Andrew Tate, ma anche del fratello Tristan. Secondo diverse testimonianze, all’ex kickboxer piaceva assalire le donne da dietro, strozzandole con un braccio per portarle allo svenimento. A quel punto, quando le vittime erano prive di coscienza, le violentava. Dai racconti delle giovani emerge che lo stupro delle volte avvenisse anche dopo aver fatto sesso consensuale con il carnefice.