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Incendio e blackout in Giamaica dopo l’arrivo di Nimitz, la portaerei Usa: nave scuola o minaccia a Cuba?

Due fattori stridono decisamente con l'atmosfera idilliaca dal sapore di propaganda che Holness ha costruito per questo evento
Incendio e blackout in Giamaica dopo l’arrivo di Nimitz, la portaerei Usa: nave scuola o minaccia a Cuba?
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Il 5 giugno alle ore 21, la rete elettrica giamaicana, già devastata dal micidiale uragano Melissa di ottobre 2025, collassa misteriosamente, gettando l’isola in un blackout totale che dura quasi 12 ore, con un ripristino del servizio a fasi progressive (prima hotel e quartieri benestanti, ovvio) che impegna centinaia di tecnici tutta la notte fino a mattino inoltrato.

Il ministro dell’Energia Daryl Vaz del governo JLP (Jamaica Labour Party) di Andrew Holness si scaglia furibondo contro la JPS, la compagnia elettrica a capitale privato che opera in Giamaica in regime di monopolio. “Imbarazzante” e “inaccettabile” i termini usati per definire il servizio di una società già oggetto di feroci critiche per i costi altissimi pagati dagli utenti e l’inettitudine della dirigenza. I social network si intasano di post, incentrati sulla possibilità di un attacco malware (malicious software) alla centrale elettrica. Il malware è un programma informatico che comprende virus e trojan, più volte utilizzato per provocare blackout in Ucraina prima e durante la guerra con la Russia.

Dopo la riunione con la JPS, il ministro smentisce tali voci, attribuendo la causa a una serie di fulmini che avrebbero colpito la centrale provocando un effetto a catena. Restano le perplessità sul fatto che neanche Melissa, uragano forza 5, fosse riuscito a spegnere tutte le luci dell’isola istantaneamente.

Un’ora prima, un incendio di natura non accertata aveva devastato il quartier generale della JDF (l’esercito giamaicano) nella capitale. Questi strani eventi sono successi dopo l’arrivo al porto di Kingston lunedì scorso della portaerei americana Nimitz, scortata da tre incrociatori, rimasti al largo mentre la nave da guerra attraccava. L’arrivo della Nimitz è stato presentato dal governo di Holness come un evento pacifico per celebrare 250 anni di relazioni bilaterali USA-Giamaica, dalla dichiarazione d’indipendenza del 1776.

Nave scuola o minaccia a Cuba?

Gli studenti sono saliti sul colosso bellico a propulsione nucleare, che può trasportare fino a 90 caccia F/A-18E/F Super Hornet. Il partito di Holness, JLP, ha una storia di mezzo secolo almeno nella partnership politica con i repubblicani Usa. Edward Seaga, suo fondatore, era pappa e ciccia prima con Reagan poi con Bush padre, appoggiando militarmente il primo nell’invasione della piccola isola di Grenada, astenendosi però quando Bush replicò con Panama.

Due fattori stridono decisamente con l’atmosfera idilliaca dal sapore di propaganda che Holness ha costruito per questo evento:

1. La presenza di 4000 soldati sbarcati dalla portaerei, che non è facile immaginare in procinto di “imbiancare scuole” come ha fatto ironicamente notare Byron Blake, un ex diplomatico di Caricom, la Comunità Caraibica per il Libero Scambio: “Il fatto che, in un momento storico in cui la tensione tra Cuba e Stati Uniti è al top, si scelga di mettere una nave di questa portata bellica proprio davanti alle coste cubane suona come un atto di intimidazione e una prova di forza di cui la Giamaica diventa inevitabilmente complice”.

2. È quindi sospetta la tempistica di organizzare questa visita proprio quando Trump e Rubio progettano di sferrare il colpo di grazia a Cuba, il nemico storico ormai messo in ginocchio dal blocco navale che impedisce l’arrivo di carburante, alimenti e medicine, con il Venezuela ridotto a Stato succube, dopo il sequestro di Maduro e il suo petrolio interdetto all’isola un tempo alleata.

Cuba, che soffre anche della fuga dei capitali stranieri – primi fra tutti la rinuncia delle catene spagnole di alberghi come Melia e Iberostar che stanno abbandonando l’Avana – è a 20 minuti di aereo da Kingston a Santiago. Anche Visa e Mastercard hanno interrotto il servizio di pagamento ai turisti che soggiornano a Cuba.

E non è un caso che le prime critiche all’opportunità di tale spiegamento di forze dirimpetto all’isola nel contesto attuale siano venute dal partito rivale PNP (People National Party) il cui storico leader, Michael Manley, fu alleato di Cuba a lungo, osteggiato dagli Stati Uniti che soffiarono sul fuoco, favorendo il conflitto civile tra i due partiti. Un migliaio di persone furono uccise durante le elezioni del 1980. Anche Bob Marley, che appoggiava Manley, fu ferito in un attentato.

Raul Castro il prossimo?

Un’altra coincidenza temporale sospetta è che la nave sia arrivata in Giamaica proprio nel momento in cui la chiacchierata trattativa tra gli Usa e il nipote di Raul Castro – Raul Guillermo Castro, detto El Cangrejo per via di una mano deformata – sembra destinata al naufragio, dopo l’incriminazione del nonno da parte del Procuratore Distrettuale Usa Todd Blanche, per l’abbattimento nel 1996 di due aerei civili appartenenti all’organizzazione anticastrista di Miami Brothers to the Rescue che avevano violato lo spazio aereo cubano. In quella circostanza morirono 4 persone, tra cui 3 cittadini americani.

Una mossa strumentale da parte di Trump, probabilmente sollecitata dal Segretario di Stato Marco Rubio per sabotare ogni margine di trattativa con l’arcinemico cubano, e fornire un eventuale pretesto per un’invasione nell’isola ai fini di arrestare il 94enne fratello di Fidel, sulla falsariga di ciò che è stato fatto con Maduro.

Ma potrebbe essere solo una minaccia per intimorire l’élite castrista, puntando al suo simbolo storico, e se questa ipotesi fosse veritiera, la presenza della Nimitz nel porto di Kingston coinciderebbe con tale minaccia. Speculations ovviamente, prive di riscontro al momento.

La portaerei ha lasciato Kingston il 5 giugno, proprio lo stesso giorno del blackout notturno in Giamaica. Il governo di Holness ha respinto ogni ipotesi di “stress test” di un cyber attack sulle postazioni JPS con effetto collaterale l’incendio della caserma, e soprattutto che la presenza della nave Usa servisse a intimidire il governo cubano, accusando social e opposizione di complottismo.

Tuttavia rimangono le inconsistenze della versione ufficiale: l’oscuramento totale di una nazione provocato da un temporale, e una nave da guerra armata fino ai denti che si scomoda per un viaggio così costoso solo a scopo didattico. Della serie, negare per non spiegare.

© F.Bacchetta

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