La Conferenza Stato-Regioni ha deciso il rinvio del ‘Piano Lupo‘, che dopo 46 anni di protezione assoluta prevedeva l’abbattimento controllato della specie. “Spero che serva a restituire la giusta serenità al dibattito – commenta il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – il Piano è uno strumento irrinunciabile per restituire un equilibrio naturale al rapporto tra uomo e lupo, che oggi in molte realtà è esplosivo e mette a rischio la specie, l’uomo e le sue attività”. Il rinvio infatti non comporta lo stralcio della norma più discussa, quella sulla deroga al divieto di rimozione dei lupi, e il Piano dovrebbe tornare all’esame della Conferenza il prossimo 23 febbraio. Se per Wwf Italia è comunque “un segnale importante”, Legambiente non festeggia: “Il rinvio non aiuta né tutela questa specie e ancor meno risponde alle difficoltà degli allevatori“.

Dopo che il 24 gennaio l’abbattimento selettivo del lupo aveva ricevuto un primo ok dalla conferenza Stato-Regioni, si è scatenata una vera e propria tempesta di proteste: petizioni, raccolte firme, appelli. E così alcune amministrazioni regionali hanno fatto marcia indietro sulle uccisioni. A Lazio e Puglia, contrarie da subito, si è aggiunto l’Abruzzo, mentre Friuli, Veneto, Piemonte, Liguria e Campania, in varia misura, hanno chiesto un ripensamento. Da qui la decisione del rinvio, utile secondo il ministro Galletti “a far guardare tutti alla realtà dei fatti”. “Non c’è nessuna riapertura della caccia al lupo – sottolinea – ma ventidue misure di grande valore scientifico che salvano la specie”.

Galletti spiega come la deroga al divieto di abbattimento dei lupi “riguarda singoli casi eccezionali e può essere richiesta dalle Regioni solo al termine di una lunga trafila di prescrizioni e concessa solo dopo il parere tecnico dell’Ispra, che valuta le richieste caso per caso”. Oggi, ricorda il ministro, “sono 300 i lupi uccisi ogni anno dal bracconaggio, su una popolazione totale di 1.500 esemplari. Spero che di fronte a questo dato nessuno, ambientalisti e rappresentanti delle Regioni, voglia voltarsi dall’altra parte”. “Nelle azioni a tutela del lupo – conclude Galletti – è previsto un nuovo nucleo anti-bracconaggio composto dai Carabinieri forestali e dalle polizie locali, l’addestramento di cani al rilievo di bocconi avvelenati, le vaccinazioni gratuite dei cani randagi, misure di prevenzione e di contrasto all’ibridazione, altro grosso pericolo per la specie”.

Per Legambiente il rinvio non è motivo di soddisfazione: “Non è stata stralciata l’unica azione ampiamente contestata: la deroga sugli abbattimenti”, commenta il presidente nazionale Rossella Muroni. “Per un’efficace tutela e conservazione di questa specie, è invece quanto mai urgente dare il via libera in tempi rapidi al Piano d’azione, eliminando la deroga sugli abbattimenti e approvando tutta la parte restante del Piano che consideriamo utile e in linea con molte delle azioni promosse dai parchi e contenute nella Carta di Sulmona“, è la posizione di Legambiente.

Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, considera invece la decisione presa dalla Conferenza Stato-Regioni “una autentica polizza assicurativa sulla vita del lupo, richiesta a gran voce dalla maggioranza dei cittadini italiani. Il confronto con tutte le parti interessate dovrà partire da un punto fermo: l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo ordinario di gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”. “L’auspicio – conclude Bianchi – è che si torni ad un confronto sereno e costruttivo, per arrivare rapidamente all’approvazione di un Piano con azioni concrete ed efficaci, che escluda gli abbattimenti legali”.

Intanto alle ore 14,30 di fronte alla sede della Conferenza Stato-Regioni a Roma, in via della Stamperia, è stato organizzato un presidio per chiedere di cancellare gli abbattimenti legali previsti in una delle misure del Piano Lupo. Durante la manifestazione pacifica, a cui hanno partecipato diverse associazioni ambientaliste, sono stati mostrati diverse manifesti con scritte come”I nostri lupi non si abbattono”, “Presidente, caccia un no”, “Una pallottola vale più di una vita?”, e alcuni dei partecipanti si sono anche mascherati da lupi.