Dare poteri straordinari alla Protezione civile a al commissario per la ricostruzione post – terremoto, Vasco Errani. È quanto intende fare il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, alla fine di una settimana segnata da nuove scosse telluriche nel Centro Italia e da nevicate straordinarie in tutto il Centro Sud. Un mix che è alla base della tragedia di Rigopiano, dove una valanga ha travolto l’hotel in provincia di Pescars, che ospitava 39 persone. “Dobbiamo dare poteri straordinari a chi si occupa di emergenza e ricostruzione, ovvero alla Protezione Civile e al commissario per la ricostruzione”, ha annunciato il premier ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Fa.”Nei prossimi 3-4 giorni ci concentriamo, e lo faremo con l’Anac e con il Parlamento, su quali possono essere questi poteri straordinari, non possiamo avere strozzature burocratiche, dobbiamo dare un segnale di accelerazione forte e chiaro ai cittadini, tra i quali si è diffusa la disperazione“, ha aggiunto.

Il presidente del Consiglio ha definito quella andata in onda negli ultimi 7 giorni in Italia come “un’emergenza seria” con la “concatenazione micidiale tra una nevicata che non si vedeva da 45 anni e tre scosse di magnitudo molto alta. Non diamo l’idea che questo livello di emergenza sia normale, è stato un livello straordinario”.Secondo il premier, poi, la “reazione all’emergenza straordinaria è stata straordinaria: abbiamo un sistema di protezione civile che dobbiamo tenerci stretto, è tra i migliori al mondo”. Per questo motivo ha ringraziato “le oltre 8mila persone che hanno lavorato in alcuni casi in condizioni davvero difficili. Un lavoro straordinario di cui penso dobbiamo essere orgogliosi”. Gentiloni ha anche commentato quella che lui definisce una ” voglia di trovare capri espiatori. Temo di lasciarci andare, temo un Paese incattivito che cerca subito il giustiziere e il capro espiatorio. La verità serve a far funzionare le cose meglio, non a cercare vendette”.

Il premier ha anche parlato di temi diversi dalla stretta cronaca. Come la politica interna. “C’è molto da fare. In quanto tempo non lo decide Paolo Gentiloni, lo deciderà il Parlamento”, ha detto, aggiungendo che “le elezioni non sono una cosa che decido io, noi lavoriamo fino a che c’è la fiducia del Parlamento. L’importante è non mettersi nella disposizioni di chi si sente già alla fine“. Tema fondamentale, ovviamente, il varo di una nuova legge elettorale. “Mi auguro che, a prescindere dalla durata del governo, tra le forze parlamentari ci sia in modo tempestivo un dialogo per leggi elettorali per Camera e Senato possibilmente non troppo disarmoniche, questo è un requisito di efficienza del sistema democratico”, ha dichiarato il presidente del Consiglio, che poi ha aggiunto: “Confido nel fatto che dopo la decisione della Corte tra le forze politiche si arrivi ad un’intesa“.Sul dibattito interno al Pd, invece, l’ex ministro degli Esteri ha definito “troppo polemica l’intervista di Massimo D’Alema, non si aiuta la discussione in questo modo: non so se il renzismo esista, ma se si intende per renzismo una spinta ad un Paese ingessato, non solo penso sia stata positiva ma la rivendico”. Il riferimento è per l’intervista al Corriere della Sera in cui l’ex leader dei Ds definiva “fallimentare” l’esperienza di governo di Renzi. 

Spazio anche alla politica estera, con un commento dedicato al neo presidente americano, Donald Trump. “Abbiamo lavorato con Nixon, con Bush, lavoreremo anche con Trump – ha detto Gentiloni – ma ci sono valori ai quali non rinunceremo: il protezionismo per noi non è una soluzione, il migrante deve accettare delle regole ma non può essere respinto, per noi la società aperta è un valore, noi questi valori europei li dobbiamo difendere”. Il presidente del Consiglio ha anche commentato la lettera arrivata dall’Unione Europea, che chiedeva all’Italia un aggiustamento pari a 3,4 miliardi di euro nell’ultima legge di Bilancio. “L’espressione manovra aggiuntiva – ha detto – mi fa venire il morbillo. La commissione Ue ha sostenuto in questi mesi che noi avevamo usato per margini di flessibilità per uno 0,2% di troppo. La rigidità su questi zero virgola non ha senso ma collaboreremo con l’Unione Europea per una soluzione nei prossimi mesi, probabilmente attorno alla stesura del prossimo Def: se un aggiustamento è necessario questo non deve deprimere la nostra crescita”. In questo senso il premier è stato critico nei confronti della Germania rea di avere “quasi un’ossessione sulla rigidità dei conti. Ma se l’economia Ue cresce troppo poco evidentemente ci sono dei problemi, allora forse questa ossessione eccessiva“. Gentiloni ha anche detto che dopo il primo faccia a faccia con la cancelliera Angela Merkel,  Roma e Berlino “sono abbastanza in linea”sul valore di una società aperta. Sulla parte economica, invece, “la pensiamo in modo diverso”