Peggio la toppa del buco: da ieri il ministro (all’Università!!!) Valeria Fedeli non è più laureataHa rimosso dal proprio curriculum la parola incriminata: “Laureata”.

Come se bastasse una riga di bianchetto, tipo quegli universitari che cambiano il voto sul libretto per paura di essere sgridati, per eliminare la dichiarazione falsa.

Se possibile le spiegazioni di Fedeli e dei suoi collaboratori peggiorano ulteriormente la situazione: “Mi hanno voluto colpire per le posizioni sul gender“. Oppure: “A prova della sua buona fede ha corretto la frase “diploma di laurea” in semplice “diploma””.

Altra inesattezza, diciamo così: sul curriculum ufficiale – prontamente fatto sparire – era scritto proprio “laurea”.

Il punto è un altro: non il gender, ma la verità.

Se uno studente di università tarocca il curriculum non viene punito? Perché invece il ministro dell’Università resta ?