E’ la generazione dell’eccesso. Il nono rapporto sul monitoraggio della Convenzione dei diritti sull’infanzia ha definito così gli adolescenti italiani. Fanno uso di tabacco, sostanze psicoattive e alcol. Non hanno paura di condividere le proprio foto a sfondo sessuale con altri sui social network. Molti di loro giocano regolarmente d’azzardo online e quattro su dieci trascorrono davanti al televisore da una a due ore al giorno.

Dati che stridono con le risorse destinate all’infanzia e all’adolescenza da parte del Governo: la stima finale della spesa al netto dei costi per il personale è di quattro miliardi nel 2014 e 4,2 miliardi nel 2015, quindi tendenzialmente in crescita. Una spesa che comunque rappresenta solo lo 0,2% del Pil, poco meno di 400 euro per minorenne.

Un allarme lanciato dalle 91 associazioni che attraverso 134 operatori hanno esaminato 50 tematiche e i 2.293.778 adolescenti italiani. Il primo aspetto da rilevare è la sedentarietà dei nostri ragazzi: la televisione e il telecomando sono i loro maggiori alleati (il 24,5% sta davanti allo schermo per un tempo che va da due a quattro ore al giorno e il 6,2% vi trascorre più di quattro ore). Il 92,6% trascorre intere giornate al telefonino. Aumenta anche il numero di coloro, tra i 14 e i 17 anni, che fa un uso intenso del personal computer: il 23,6% lo usa da due a quattro ore e circa il 12% più di quattro ore. Non esiste un momento “libero” da tecnologia, neppure il momento dei pasti tant’è che alcune interessanti ricerche stanno esaminando le possibili correlazioni tra l’uso delle nuove tecnologie e il comportamento alimentare nella popolazione adolescente.

Non si può restare indifferenti nemmeno a quel 63,4% di studenti che hanno ammesso di aver assunto sostanze psicoattive nei trenta giorni precedenti la rilevazione: “Spesso – spiegano i ricercatori che hanno steso il dossier – gli adolescenti usano droghe per curiosità oppure perché procurano sensazioni piacevoli e, più frequentemente, per sentirsi accettati dal gruppo dei pari. Il policonsumo di sostanze legali e illegali rappresenta lo stile prevalente, soprattutto per quanto riguarda l’assunzione di alcol, tabacco e cannabis”.

E se un tempo tra i 14 e i 17 anni si scopriva la sessualità sulle riviste pornografiche oggi i ragazzi espongono loro stessi quotidianamente utilizzando la Rete: oltre il 60% degli intervistati di una ricerca afferma che condividere le proprie foto a sfondo sessuale è una scelta individuale. Non è così secondo il gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia che denuncia la mancanza di percorsi idonei di educazione all’affettività e alle emozioni.

Il rapporto non manca di riaccendere i riflettori sul gioco d’azzardo riportando i dati dell’Osservatorio sulle tendenze e i comportamenti: su un campione di circa quattromila giovani su tutto il territorio nazionale, emerge che tra i nativi digitali, l’11,5% gioca regolarmente d’azzardo online; il 13% scommette online.