Le interrogazioni parlamentari del senatore di Forza Italia Domenico Scilipoti? Almeno una è stata scritta dall’avvocato Paolo Romeo, ex deputato del Psdi condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. È il particolare che emerge dall’inchiesta su ‘ndrangheta e massoneria che ha portato a sette fermi di imprenditori e professionisti accusati di “condizionare l’economia di Reggio Calabria” tramite una una vera e propria “associazione segreta”.

I pm: “Romeo espressione del sistema di potere criminale”
Un’associazione segreta il cui vertice, stando all’impianto accusatorio, è Romeo definito “espressione vivente e immanente – scrivono i magistrati della Dda – del sistema di potere criminale che governa, di fatto, le dinamiche cittadine. L’indagato riesce ad interferire (con quella pressione occulta tipica delle associazioni segrete) sugli orientamenti di intere masse elettorali, addirittura riuscendo a determinare gli esiti di consessi elettivi, sfruttando risalenti (e mai recise) relazioni di ‘ndrangheta”. Avrebbero violato la legge Anselmi anche tutti gli altri indagati e il presidente dell’associazione “Cittadinanza Attiva” Domenico Pietropaolo. Proprio quest’ultimo, grazie al senatore di Ncd Giovanni Bilardi (Ncd), sollecitato da Romeo, sarebbe arrivato fino alla Commissione permanente Affari costituzionali (presieduta dalla senatrice Anna Finocchiaro) per parlare di “Area metropolitana dello Stretto”.

Gli interessi sull’Area Metropolitana e il coinvolgimento di Scilipoti
L’audizione del presidente di Cittadinanza Attiva (una delle associazioni utilizzate dal Romeo) sarebbe stata possibile, quindi, grazie a Giovanni Bilardi (indagato nell’inchiesta Rimborsopoli), “tramite l’intervento del senatore Giuseppe Esposito” (vicepresidente del Copasir).“La vicenda relativa all’Area metropolitana era particolarmente a cuore al Romeo ed ai suoi sodali”. I pm parlano di organi costituzionali dello Stato, “piegati (ed anzi neutralizzati) ad esclusivo vantaggio degli interessi della compagine segreta, attraverso il raffinato, indolore ed apparentemente lecito sistema dell’attività propulsiva del più nobile associazionismo palese. A tal fine era stato ‘agganciato’ anche il senatore Scilipoti Domenico”.

L’ex parlamentare di Italia dei Valori oggi fedelissimo di Berlusconi “aveva assicurato al Romeo ampia disponibilità”. Era stato, infatti, lo stesso Scilipoti a suggerire a Romeo “l’idea di creare una società di consulenza che potesse contribuire, con specifiche professionalità, allo studio e alla preparazione di un progetto ad hoc. Lo Scilipoti aveva manifestato tutta la propria volontà di collaborare, non solo con emendamenti ed interrogazioni, ma anche con delle ‘forzature’ da cui trarre qualcosa di concreto”.

L’interrogazione sul polo Agroalimentare
Non solo l’Area metropolitana dello Stretto era al centro delle telefonate tra Romeo e Scilipoti, ma anche la creazione di un polo Agroalimentare. “Tu scrivi l’interrogazione, chiami la segreteria e gli dici: qua c’è l’interrogazione, fategliela firmare al senatore e presentatela!”. Il parlamentare si mette a sua disposizione per le interrogazioni parlamentari. L’avvocato comprende al volo la disponibilità del politico di Forza Italia: “Ora su tutto questo, io ti preparo un po’, la storia… per… siccome questi sono finanziamenti governativi, perché il Decreto Reggio è finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, no? E allora, un’interrogazione al Ministro per sapere… questo qua. Tra domani… domani te la preparo e te la mando via mail…”. “Se tu me la prepari, lunedì me la mandi, mi chiami dici: vedi che te l’ho mandata e io la prendo la stampo e la firmo!”.

Il 30 marzo l’avvocato Romeo invia al senatore Scilipoti la mail con l’interrogazione parlamentare. Passano due giorni e il primo aprile l’iniziativa era sulla scrivania dell’ex ministro Lupi e regolarmente approdata presso la I commissioni permanente affari costituzionali del Senato. Scilipoti è entusiasta di questa nuova collaborazione e a Romeo parla anche di altre iniziative che sta portando avanti. Non solo il polo Agroalimentare in una conversazione si parla anche del progetto per il ponte sullo Stretto.

L’intercettazione: “L’area dello Stretto? Facciamogli un’interrogazione”
Scilipoti: Poi sto lavorando, a questo grosso incontro che dobbiamo fare, il primo lo facciamo a Messina e il secondo lo facciamo… e potrebbe essere un argomento importante…. dell’area dello Stretto.

Romeo: sì

Scilipoti: perché là c’è l’attenzione dei media nazionali…

Romeo: per esempio, la società Ponte dello Stretto, che fine ha fatto?

Scilipoti: facciamogli un’interrogazione, Paolo!!!

Romeo: bravo!!! Perché…

Scilipoti: … se tu me li prepari ste cose…

Romeo: sì!

Scilipoti: prepara sta cosa, dai!!!

Romeo: Allora, questa qui… io ti do ora… Vediamo se la trovo…

Scilipoti: ce l’hai già pronta, l’interrogazione?

Romeo: si, no, no… l’interrogazione, no… sai qual è l’idea? La società Stretto di Messina ha un patrimonio di… Diciamo ricerca sul campo, che è inestimabile. Se si mette a frutto quel patrimonio per… Oh… Io trovo questa cosa, te la preparo…

Scilipoti: lunedì, martedì… Mandami il materiale, tutto quello che ti serve….

Scilipoti: “Romeo condannato? Non lo sapevo”
Interpellato dal fattoquotidiano.it il senatore, che è estraneo all’inchiesta, sembra sorpreso. Nonostante siano passati 12 anni dalla sentenza definitiva per Romeo, il parlamentare pare essere l’unico a non sapere che Romeo sia stato condannato per reati di mafia. “Non lo sapevo. È la prima volta che lo sento dire. Non è che è un delitto non sapere queste cose” dichiara il senatore berlusconiano che, a più di quattro giorni dal blitz non sa nemmeno che Paolo Romeo è stato arrestato: “Non lo sapevo. Io ricevevo e ascoltavo non solo lui ma tutti coloro i quali sul territorio hanno qualcosa da dire e poi li trasformo in interrogazioni parlamentari. Ma per chiedere delle cose legittime. Non capisco il nesso tra l’arresto di Romeo e le mie interrogazioni parlamentari”. Nessun nesso tranne per il fatto che le intercettazioni sono finite appunto nell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta “Fata Morgana” in cui il gip dipinge un ritratto a tinte scure di Romeo.

Il gip: “Romeo regista occulto e manovratore di plurimi interessi”
Sin dai primi anni ’90 il collaboratore di giustizia Filippo Barreca aveva riferito della creazione di un gruppo occulto, partecipato tra gli altri anche da Paolo Romeo, composto da massoneria e ‘ndrangheta, sotto l’egida dell’eversione di destra, per come appreso da Franco Freda, di cui egli stesso  aveva curato, per un periodo, la latitanza. Ieri come oggi, i magistrati lo definiscono il “regista occulto, l’abile tessitore di importanti relazioni” oltre che “manovratore di plurimi interessi, vero e proprio ‘grimaldello’ con cui dischiudere varchi cognitivi finora rimasti inesplorati e solo lambiti”.

“L’ipotesi accusatoria – scrive il gip – individua nell’avvocato Paolo Romeo, e nel fido collaboratore avvocato Antonio Marra, i promotori ed organizzatori di un’associazione segreta di evocazione massonica, costituente vero e proprio centro di potere sociale. Si tratta di un’associazione, nell’ambito della quale metodo e fini propri si intrecciano, in un osmotico rapporto, con gli interessi economici e strategici della ‘ndrangheta, perseguiti attraverso modalità di ‘pressione occulta’, in grado di realizzare un’efficace interferenza sulle attività di organi costituzionali ed enti locali”.