A.A.A. cercasi commissari per il concorso scuola 2016. Ne servono migliaia in tutta Italia, ma non è facile trovare docenti disposti a rovinarsi l’estate per pochi spiccioli, qualche centinaia di euro al massimo. Così, fra gli ostacoli che gli Uffici regionali devono superare per mettere in piedi il concorsone, c’è anche quello di trovare i membri delle commissioni per selezionare i 63mila insegnanti da assumere. Alcune Regioni stanno facendo fatica, specie quelle più grandi dove il numero dei partecipanti è più alto: il Lazio è stata la prima a riaprire la procedura di candidatura. Poi sono venute tante altre: Sicilia, Campania, Sardegna, Abruzzo, Friuli, Emilia, Veneto, Piemonte. Sperando di riuscire a convincere i docenti che mancano all’appello.

SERVONO MIGLIAIA DI COMMISSARI – Il concorsone è alle porte: gli esami sono in programma a partire da fine mese, i calendari dovrebbero essere pubblicati il 12 aprile. Circa 165mila docenti (sempre che non si aggiungano i non abilitati grazie ai ricorsi al Tar) si contenderanno i 63.712 posti in palio. E mentre al Miur preparano i contenuti delle prove scritte, gli Usr lavorano alla parte operativa sul territorio. Predisporre e verificare le postazioni pc (visto che gli scritti saranno “computer based”). E nominare le commissioni giudicanti. Quest’ultima operazione si sta rivelando più complicata del previsto. Ogni commissione è formata da tre membri (tra cui presidente e segretario), con in aggiunta i tecnici per le lingue straniere. Il tutto moltiplicato per le varie classi su cui è stato bandito il concorso (116 dopo la revisione) e Regioni. In totale serviranno migliaia di commissari. E fin qui non sono stati trovati tutti.

200 EURO LORDI DI COMPENSO – La ragione è semplice: fare il commissario è più una “rogna” che altro. Decine di ore di lavoro, polemiche assicurate, per giunta in piena estate (visto che gli orali si svolgeranno a luglio e le graduatorie dovranno essere stilate ad agosto). Il tutto per pochi spiccioli: il Miur ha fissato un compenso forfettario di 251 euro per i presidenti e 209 euro per i commissari semplici, a cui vanno aggiunti 50 centesimi per ogni elaborato corretto (ma non si potranno superare i 2mila euro, e dove saranno formate sub-commissioni come previsto per le classi più numerose tutto sarà ridotto del 50%). Qualche centinaia di euro in totale, insomma, non di più. Troppo poco per passare l’estate a rileggere compiti in interminabili riunioni. Infatti le domande presentate sono state inferiore al fabbisogno, e molti Usr hanno dovuto riaprire i termini di candidatura.

“PROBLEMI MAGGIORI PER GLI ESAMI ORALI” – Il primo a farlo è stato il Lazio, per “assicurare la più ampia copertura per le esigenze presenti e future, dato l’elevato numero di partecipanti”. A spiegare bene la situazione a ilfattoquotidiano.it ci pensa Luisa Franzese, direttrice dell’Usr Campania, la Regione con più candidati in assoluto (ben 24mila): “È evidente che Regioni come la nostra siano un po’ in sofferenza, in particolare sulle classi di concorso più tecniche e anche per il sostegno. Per ora abbiamo 600-700 domande: il problema non è tanto per gli scritti quanto per l’orale, quando andranno formate le sub-commissioni per le classi con oltre 500 partecipanti”. Discorso simile in Sicilia: “Abbiamo già 400-500 domande, le difficoltà riguardano le classi di concorso nuove (come quelle dei licei musicali) e poi l’orale”, aggiunge Luca Girardi, dirigente dell’Usr. “Dipenderà da quanti supereranno lo scritto, se la percentuale dovesse essere molto alta ci sarà da rimboccarsi le maniche. Solo per la primaria dovremmo allestire 18 sub-commissioni, è chiaro che tutti questi membri ora non ci sono. Abbiamo riaperto i termini e lo stesso faremo dopo lo scritto. Penso che tanti Usr si troveranno nella stessa condizione”. Infatti, da Nord a Sud, quasi tutte le Regioni stanno inviando mail agli insegnanti, nella speranza di reperire altri commissari. “Non c’è da sorprendersi – conclude la direttrice Franzese –: un po’ per il periodo, un po’ per gli scarsi incentivi era ovvio che i docenti non avrebbero fatto a gara per fare i commissari. Ma nella scuola si lavora tanto e non certo per soldi: ancora una volta dovremo appellarci al senso del dovere dei nostri insegnanti”.

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