È stato un parto di tre mesi. Atteso in maniera febbrile dai docenti del Paese, rinviato di settimana in settimana, alla fine il bando del Concorso scuola 2016 è arrivato: tutto pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione. I posti (63.712), le modalità (prova scritta con otto domande, di cui due a risposta chiusa di inglese, poi colloquio orale), i contestatissimi titoli di punteggio (con l’aumento del valore del servizio, che però non intacca la tutela del Tfa). Adesso inizia il conto alla rovescia per gli esami: dal 29 febbraio al 30 marzo l’iscrizione online, quindi a partire dal 27 aprile le prove decisive per oltre 200mila precari della scuola. Anche se con queste tempistiche sarà davvero difficile riuscire ad assumere i primi vincitori già a settembre, come promesso dal ministro Stefania Giannini e dal sottosegretario Davide Faraone.

I tre bandi (uno per infanzia e primaria, uno per la secondaria, uno per la prima volta ad hoc per il sostegno) arrivano con colpevole ritardo sulla tabella di marcia (la Legge 107 indicava il 1° dicembre come termine ultimo di pubblicazione) a causa dei problemi nella revisione delle classi di concorso (l’elenco delle materie di insegnamento), e poi nella messa appunto degli ultimi dettagli del bando. Due le questioni da sciogliere: da una parte la valutazione di servizio e titoli di abilitazione (con una “guerra fra bande” fra i Pas, abilitati tramite percorsi di sanatoria, e i Tfa, passati da delle prove selettive); dall’altra il peso assegnato ai quesiti in lingua straniera, probabilmente eccessivo visto che nella formazione dei docenti non sono previsti crediti di inglese. La soluzione ministeriale è stata abbastanza salomonica, con la Giannini che ha comunque tenuto il punto, aprendo a concessioni parziale. Tutelato il Tirocinio Formativo Attivo, a cui spettano 5 punti bonus, ma ogni anno di servizio dei “precari storici” varrà 0,7 punti (più dello 0,5 previsto in origine). Sull’inglese, i quesiti restano due, ma saranno a risposta chiusa (più facili, quindi, con cinque opzioni fra cui scegliere), e avranno un peso specifico minore rispetto agli altri sei.

Per il resto confermate tutte le indiscrezioni. Lo scritto prevede otto domande (di cui sei “aperte”), per una durata di 150 minuti. Resta da capire che tipo di quesiti si troveranno di fronte i candidati: l’ipotesi dei test nozionistici sembra scongiurata (negli allegati i programmi di studio sono stati un po’ ridotti); nei bandi si parla di “individuare ed elaborare metodologie e strumenti didattici atti a promuovere negli studenti lo sviluppo delle competenze”. Come questo possa tradursi in una domanda a risposta scritta, senza sfociare nel nozionismo, sarà l’argomento principale da chiarire nelle settimane di avvicinamento all’esame. Intanto c’è una data: i calendari saranno pubblicati il 12 aprile. Date le due settimane di preavviso stabilite dalla legge, gli scritti si svolgeranno non prima del 27 aprile. In estate, verosimilmente a luglio, l’orale: un colloquio di 45 minuti, 35 per una lezione simulata, 10 di interlocuzione con la commissione. Gli 80 punti (40 a testa) dei due test si sommeranno ai 20 punti per titoli nella graduatoria finale.

In palio ci sono oltre 63mila posti, di cui 6.101 per il sostegno (che per la prima volta avrà una prova ad hoc), per i prossimi tre anni. Nella distribuzione per settori disciplinari spicca l’area letteraria, a cui spettano più di 9mila posti, seguita da matematica e scienze (5.500 circa) e lingue straniere (3.200). Mentre fra le Regioni guida la Lombardia con oltre 9mila posti, poi Campania e Lazio (rispettivamente a quota 6mila e 5mila). Tutte cattedre riservate a docenti già abilitati, nonostante vari sindacati stiano affilando le armi per i ricorsi. La platea di candidati attesa oscilla fra i 200 e i 250mila docenti. Per tutti loro questa sarà l’unica possibilità di stabilizzazione almeno fino al 2020 (visto che altri 30mila posti da turnover sono destinati allo svuotamento delle Graduatorie ad Esaurimento). Il Ministero è sicuro di poter assumere i primi vincitori già a settembre, ma su questo ci sono forti dubbi, alimentati dai continui ritardi delle ultime settimane. Nel 2012 il bando uscì a settembre e non bastò un anno per avere pronte le graduatorie definitive in tutte le regioni. Adesso ci sono solo sei mesi a disposizione. Sarà una corsa contro il tempo difficile da vincere.

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