Il decreto banche ha ottenuto il via libera con la fiducia alla Camera, con 351 sì e 180 no. Dalle 14:30 si voteranno gli ordini del giorno, quindi si passerà alle dichiarazioni di voto finale e al voto. Il provvedimento, che scade il 15 aprile, passerà quindi al Senato. Il Movimento 5 Stelle, che ha già annunciato ostruzionismo, ha protestato anche durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia: i deputati M5S hanno mostrato in aula salvadanai bianchi con un euro nero stampato sopra, per protestare contro il governo “formato da ladri di risparmi“. La presidente della Camera Laura Boldrini ha chiesto loro di “togliere i barattoli” e il dibattito è proseguito. “Noi siamo contro un governo che è dalla parte dei banchieri corrotti”, ha detto Daniele Pesco nel suo intervento, “che sta ponendo la fiducia su un provvedimento che va a creare un’unione tra banche cooperative nate per fini mutualistici negando la loro stessa essenza”.

I parlamentari grillini hanno poi manifestato in piazza Montecitorio, chiedendo le dimissioni del ministro Maria Elena Boschi con tanto di striscione e hashtag #boschidimettiti. “Non vogliamo essere rappresentati da persone che sono invischiate in questioni di bancarotta, da un governo intriso di conflitti di interesse“, ha detto Carla Ruocco, membro del direttorio. A fine gennaio le mozioni di sfiducia presentate al Senato contro il governo per il caso di Banca Etruria, di cui il padre del ministro è stato vicepresidente, sono state respinte così come era avvenuto con quella individuale alla Camera, a dicembre.

All’ostruzionismo si è unita anche Forza Italia: “Ci troviamo sempre di fronte a conflitti di interesse”, ha detto in aula Pietro Laffranco (Fi). “Il ddl che riforma il mondo della Banche di Credito Cooperativo passa per una fiducia che dimostra ancora una volta la debolezza di un Governo di ‘regime'” ha invece sostenuto Sandra Savino, secondo cui “il premier non ha i numeri per governare, come ha recentemente ammesso, e anche su una riforma importante come quella delle Bcc preferisce ignorare il confronto e imporre la sua linea, sulla quale pesa sicuramente il conflitto di interesse del ministro Boschi che ha firmato il provvedimento”.