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La condizione di Teheran: sblocco di 12 miliardi di dollari di beni congelati in Qatar o ferma i colloqui sull’accordo con gli Usa

Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, se "l’ostruzionismo" su clausole come questa persiste l’accordo potrebbe essere annullato perché l’Iran ha ribadito che "non scenderà a compromessi sulle sue linee rosse per difendere i diritti del suo popolo"
La condizione di Teheran: sblocco di 12 miliardi di dollari di beni congelati in Qatar o ferma i colloqui sull’accordo con gli Usa
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I negoziatori iraniani chiedono l’immediato sblocco di 12 miliardi di dollari di beni congelati in Qatar come precondizione per l’avanzamento dei colloqui con gli Stati Uniti su un possibile accordo per porre fine alla guerra. Lo scrive Iran International, il media di opposizione iraniana basato a Londra, citando una fonte a conoscenza dei negoziati secondo cui lo sblocco di questi fondi specifici in Qatar è una condizione imprescindibile per la fase iniziale del Memorandum d’Intesa. Washington vuole al contrario vedere prima progressi nella consegna dell’uranio arricchito iraniano. Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, se “l’ostruzionismo” su clausole come questa persiste l’accordo potrebbe saltare, perché l’Iran ha ribadito che “non scenderà a compromessi sulle sue linee rosse per difendere i diritti del suo popolo”.

Teheran ha insistito affinché l’accesso effettivo e garantito a questi 12 miliardi di dollari sia concesso durante questa prima fase, prima che si possa procedere a qualsiasi intesa diplomatica preliminare, ha affermato la fonte.

Quei 12 miliardi di dollari rappresentano solo la tranche immediata necessaria per avviare la roadmap diplomatica e non sono l’unico capitale rivendicato dall’Iran. La posizione negoziale più ampia di Teheran è che tutti i suoi beni congelati a livello globale debbano essere sbloccati e rilasciati integralmente nell’ambito di qualsiasi eventuale accordo globale.

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