Milano, Torino, Napoli e Roma. Sono queste le città che secondo i dati di Legambiente hanno superato il limite stabilito dalla legge dei 35 giorni all’anno con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10. A guidare la classifica delle città più inquinate c’è Milano con i suoi 86 giorni, poco meno di tre mesi, oltre i limiti di smog consentiti. Seguono Torino con 73 giorni, Napoli con 59 e Roma con 49. E’ quanto emerge dalla campagna di monitoraggio “PM10 ti tengo d’occhio“, che stila la classifica dei capoluoghi di provincia che hanno sforato, con almeno una centralina urbana, la soglia limite giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili.

A Torino l’allerta massima – quella viola – è per il fine settimana, con il tempo stabile e soleggiato che favorirà il persistere della cappa di smog. In città non piove ormai dalla fine di ottobre e negli ultimi venti giorni le polveri sottili presenti nell’aria hanno sempre superato i limiti di legge. Per limitare i danni, il Comune ha offerto ai torinesi la possibilità di viaggiare gratis sui mezzi pubblici. “Con questa operazione otteniamo un coinvolgimento maggiore dei cittadini, abbiamo proposto loro di fare una scelta diversa a vantaggio di tutti e i risultati ci danno ragione”, ha sottolineato l’assessore comunale all’Ambiente, Enzo Lavolta. Al momento non è previsto che l’iniziativa venga ripetuta, ma non è escluso che in futuro possa accadere.

Anche a Roma, da metà novembre, sono stati adottate iniziative per limitare il traffico. Le targhe alterne, in particolar modo, sono state disposte in più occasioni con ordinanza dal commissario Francesco Paolo Tronca. Le targhe alterne sono state disposte all’interno della fascia verde ieri e oggi, ma il provvedimento del Campidoglio sarà esteso anche a lunedì e martedì. Dal 15 dicembre, inoltre, è stato introdotto il divieto permanente di circolazione dei veicoli inquinanti all’interno della fascia verde.

Nel redigere la classifica, spiega Legambiente, “si è presa come riferimento la centralina peggiore (quella che ha registrato il maggior numero di superamenti fino a questo momento) presente nella città, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie. E’ stato scelto questo criterio per il confronto tra le città perché le Regioni scelgono modalità diverse nella comunicazione dei dati e nel conteggio dei superamenti. La centralina peggiore – precisa Legambiente – sicuramente non è indicativa della qualità media dell’aria di tutto il perimetro urbano, ma riporta la situazione più critica di cui gli amministratori locali e gli abitanti devono essere a conoscenza e di cui devono tenere conto”.