Ancora nessuna traccia di Salah Abdeslam, 26 anni, fratello del kamikaze Ibrahim e di Mohamed, ottavo componente del commando che venerdì scorso ha attaccato il cuore di Parigi. A oltre 48 ore dagli attentati sembrava fosse finita la sua fuga, ma la notizia è stata smentita poco dopo. E a nulla è servito il blitz delle teste di cuoio a Rue DelaunoyMolenbeek, quartiere della capitale belga da dove Salah sarebbe partito per andare a colpire a Parigi, e dove si era procurato le armi anche Amedy Coulibaly, killer del supermercato kosher di gennaio. L’assedio degli agenti è finito dopo un paio d’ore e l’uomo non è stato catturato. Salah, di nazionalità francese anche se residente in Belgio, aveva affittato la Seat e la Volkswagen Polo utilizzate dai terroristi. Sabato mattina, inoltre, era sfuggito a un controllo della polizia a Cambrai, mentre l’auto su cui viaggiava insieme al fratello – arrestato sabato e rilasciato stamattina – e a un altro uomo era diretta in Belgio. Sarebbe stata individuata anche la presunta mente degli attacchi. Si tratta del 27enne belga di origine marocchine Abdelhamid Abaaoud, fuggito in Siria nello scorso gennaio ed entrato nell’Isis. Ma la convinzione degli investigatori è che tra i membri della cellula c’è anche un uomo chiave, l’artificiere che ha confezionato le cinture esplosive dei kamikaze. Secondo Dominique Rizet, un esperto francese sempre informatissimo sulle questioni dell’intelligence transalpina, si tratta di Mohamed Amri, 27 anni, una delle persone fermate a Molenbeek, nonché proprietario della Golf sequestrata a Parigi a rue Dubois Thorn. “A casa sua, a Molenbeek, è stata scoperta una grande quantità di nitrato, è lui che sa fabbricare delle bombe”, ha affermato Rizet intervenendo questa sera dagli studi di Bfm-Tv.

Intanto, ai tre kamikaze già identificati, se ne aggiungono altri due. Si tratta di Samy Amimour, 28 anni, di Bobigny, periferia della capitale, che ha agito all’interno del Bataclan. I suoi famigliari sono stati raggiunti dagli agenti e hanno spiegato che era partito per la Siria due anni fa. Era ricercato dal 2013. Dubbi invece su Ahmad Al-Mohammad, il terrorista che avrebbe agito allo Stade de France accanto al quale è stato trovato un passaporto falso: secondo quanto riporta Le Monde persiste l’incognita sull’autenticità del documento, ma ci sono corrispondenze tra le impronte digitali rilevate sul luogo dell’attentato e quelle registrate dagli agenti greci a un controllo a ottobre 2015.

Mentre è stato accertato che non è mai transitata dall’Italia la “Seat Ibiza nera di modello sconosciuto con targa GUT 18053” a bordo della quale si trovava Baptiste Burgy, francese di 32 anni (leggi) sospettato di essere coinvolto nelle stragi di Parigi. La polizia stradale aveva diramato le ricerche a tutte le pattuglie in servizio nel Nord Italia, ma successivamente si è scoperto che l’auto non è mai passata dal nostro Paese. Il veicolo, inoltre, è stato ritrovato nella capitale francese.

Valls: “Attacchi pianificati dalla Siria” – Intanto la Francia reagisce, dentro e fuori i confini nazionali. Hollande annuncia l’intenzione di volere cambiare la Costituzione per combattere l’Isis e nella notte Raqqa è stata ripetutamente bombardata. In più, nelle prime ore del mattino, a Tolosa, Grenoble e Lione alcuni blitz antiterrorismo hanno portato ad arresti e perquisizioni. Queste ultime sono state “oltre 150”, ha detto il premier francese Manuel Valls, e cinque persone sono state fermate “a Lione dopo il ritrovamento di armi e di un lanciarazzi“. Il primo ministro ha inoltre aggiunto come “il governo francese sapeva che si stavano preparando attacchi non solo in Francia ma in tutta Europa“.

L’attacco di venerdì sera, ha proseguito, è stato “pensato, pianificato, organizzato dalla Siria“. Una conferma, dunque, di quanto dichiarato dall’intelligence irachena, che alla vigilia degli attentati aveva avvertito i Paesi occidentali di un rischio imminente. E oggi la Turchia dichiara di avere avvertito due volte la Francia della pericolosità di Mostefai, altro kamikaze già identificato. Ad Ankara, si aggiunge anche Washington: secondo quanto riporta il New York Times, gli Usa avevano avvertito la Francia di un possibile attacco. Nei mesi scorsi, precisa il quotidiano, le autorità americane avevano ricevuto informazioni su possibili attentati. Secondo fonti dell’intelligence Usa, però, non si sapeva quando l’attacco sarebbe stato realizzato e di che tipo sarebbe stato. In più, il direttore della Cia John Brennan ha dichiarato che “ci sono ulteriori attacchi dell’Isis in cantiere”.

In Regno Unito, invece, Cameron ha dichiarato che la polizia britannica “ha sventato sette attentati terroristici negli ultimi sei mesi”. E il governo di Londra, ha aggiunto, “sa che ci sono cellule terroristiche che organizzano attacchi dalla Siria“.

La mente degli attentati – Dietro gli attacchi di Parigi, coordinati direttamente dalla Siria, ci sarebbe Abdelhamid Abaaoud, 27 anni, cervello della cellula di jihadisti neutralizzata dalle forze speciali della polizia belga a Verviers a gennaio scorso. L’uomo è ancora latitante (leggi il ritratto). Secondo quanto riporta la stampa belga, almeno due dei terroristi di Parigi erano amici di Abaaoud, e avevano commesso insieme piccoli crimini a Bruxelles tra il 2010-2011. Abaaoud è scappato in Siria dopo che i belgi hanno abbattuto la sua cellula a gennaio.

La fuga di Salah Abdeslam  Colpisce il fatto che alle 8 del mattino di sabato – pur fermato alla frontiera di Cambrai per un controllo insieme con il fratello e un altro uomo – Salah non sia stato trattenuto. La segnalazione di ricerca non era arrivata da Parigi agli agenti belgi, nonostante l’uomo risultasse da ore come colui che aveva noleggiato la Polo nera dalla quale erano sbarcati i tre kamikaze che hanno puntato i kalashnikov contro il pubblico inerme di giovani che ascoltavano un concerto rock al Bataclan. Raggiunta più tardi, nella Golf passata tranquillamente al confine c’erano ormai soltanto il fratello di Abdeslam e l’altro uomo. Il ricercato era svanito nel nulla. L’uomo aveva guidato la Seat nera dalla quale erano scesi i killer col kalashnikov a seminare vittime fra i ristoranti dell’est di Parigi, poi aveva depositato il fratello Ibrahim nel caffè di boulevard Voltaire dove – seduto al tavolo – si è fatto esplodere azionando la cintura da kamikaze. Poi aveva parcheggiato l’auto in banlieue, a Montreuil, dove il veicolo è stato ritrovato questa mattina con tre kalashnikov all’interno. In seguito era stato raggiunto dal fratello accompagnato da un’altra persona, partiti alle 3 del mattino da Bruxelles con una Golf.

CRONACA ORA PER ORA

Ore 21 e 42 – Partito di Sarkozy: “Repubblicani contro le modifiche alla Costituzione”
L’opposizione di centro-destra respinge l’iniziativa del presidente francese François Hollande di riformare la Costituzione per adattarla alle necessità dettate dalla lotta contro il terrorismo. Il presidente del gruppo dei Repubblicani (ex Ump) all’Assemblea nazionale, Christian Jacob, ha detto che non potrebbe vedere alcuna giustificazione per emendare la Costituzione, il che ritiene sia non necessario. “La nostra Costituzione fornisce il modo chiaro gli strumenti legali per affrontare qualsiasi situazione”, ha detto ai deputati dopo che Hollande aveva lasciato l’aula di Versailles in cui erano riunite entrambe le Camere.

Ore 21 e 15 – Francia, atti vandalici contro diverse moschee
Secondo il sito del quotidiano Le Monde, alcuni luoghi di culto musulmani sono stati oggetto di atti vandalici in Francia durante il week end. A Creteil, nella regine parigina, croci rosso sangue sono state tracciate sui muri della Moschea Sahaba per la prima volta da quando il luogo di culto è stato inaugurato, sette anni fa. Scritte razziste sono comparse sui muri della moschea della città di Pontarlier, nella regione al confine con la Svizzera. A Orolon, nella regione dei Pirenei, a entrare in azione con scritte sulla moschea e su una macelleria halal è stato un gruppo di estrema che si richiama alla Legione dei volontari francese. Inoltre un maghrebino è stato aggredito durante una manifestazione di un gruppo nazionalista bretone Adsav.

Ore 20 e 46 – Viminale, elevare vigilanza su eventi affollati
Innalzare la vigilanza sugli eventi che prevedono un afflusso elevato di persone, dalle partite di calcio ai concerti alle manifestazioni religiose. Lo prevede – a quanto apprende l’Ansa – una circolare inviata oggi dal capo della polizia, Alessandro Pansa, a questure e prefetture, in seguito agli attacchi di Parigi. Si tratta di una misura che trova l’unico precedente nel 2004, dopo agli attentati terroristici di Madrid. La circolare sensibilizza prefetti e questori ad “elevare il livello di sicurezza e vigilanza in occasione di particolari eventi di carattere culturale, religioso, sportivo, musicale e di intrattenimento dove è previsto un importante afflusso di persone”. In questi casi dovranno essere adottati specifici e stringenti controlli.

Ore 19 e 41 – Arrestato algerino in Germania, parlò di attacchi
Un algerino di 39 anni è stato arrestato, in Germania, nell’ambito delle indagini sugli attentati a Parigi. Secondo la procura locale, l’uomo, fermato ad Arnsberg, nel Nordreno-Westfalia, avrebbe detto nei giorni scorsi ad alcuni siriani che vivevano con lui che a Parigi sarebbe accaduto qualcosa di spaventoso, parlando fra l’altro di bombe che sarebbero “esplose”. Al momento viene verificato se sapesse davvero qualcosa degli attentati.

Ore 19 e 28 – Quarto allarme bomba a Mosca: chiuso ingresso metro
Quarto allarme bomba oggi a Mosca dove l’ingresso alla stazione della metropolitana ‘Smolenskaya’, nel centro della capitale, è stato chiuso in seguito a una telefonata anonima in cui si avvertiva della possibile presenza di un ordigno. Lo fa sapere l’agenzia Ria Novosti, secondo cui le forze dell’ordine stanno ispezionando la fermata della metropolitana, ma le corse dei treni continuano regolarmente.

Ore 19 e 09 – Usa, allarme bomba in campus Harvard: evacuati 4 edifici
Quattro edifici del campus dell’università di Harvard, fuori Boston, sono stati evacuati a seguito di un allarme bomba. Lo riferisce l’università stessa sul suo sito. L’allarme giunge a tre giorni dagli attacchi coordinati di Parigi.

Ore 18 e 54 – Verifica dei piani antiterrorismo nei musei
La verifica che nei piani di emergenza dei musei italiani “sia ricompreso il rischio connesso ad azioni di terrorismo” è stata chiesta con una circolare dal Mibact alle direzioni dei musei autonomi, alle soprintendenze speciali e ai segretari regionali. La richiesta è in relazione al “grave contesto nazionale ed internazionale”.

Ore 18 e 24 – Esperto a BMF-TV: “Artificiere arrestato in Belgio”
“L’artificiere delle stragi di Parigi è nelle mani della polizia belga”: è quanto riferisce Dominique Rizet, un esperto francese sempre informato sulle questioni dell’intelligence. Per lui, il bombarolo sarebbe Mohamed Amri, 27 anni, una delle persone fermate a Molenbeek, nonché proprietario della Golf sequestrata a rue Dubois Thorn, attualmente in stato d’arresto. “A casa sua, a Molenbeek, è stata scoperta una grande quantità di nitrato, è lui che sa fabbricare delle bombe”, ha affermato Rizet intervenendo questa sera dagli studi di BFM-TV. L’esperto ha anche precisato che il ragazzo – attualmente in stato d’arresto in Belgio con l’accusa di attentato terroristico – è il proprietario nonché uno degli uomini a bordo della Golf partiti nella notte dal Belgio per andare a recuperare Salah Abdeslam a Montreuil, la banlieue di Parigi dove quest’ultimo avrebbe lasciato la Seat nera carica di kalashnikov dopo le stragi. Ma al momento non ci sono conferme ufficiali.

Ore 16.21 – Hollande: “La Francia è in guerra. Non è una guerra di civiltà, perché i terroristi non ne hanno una”
“La Francia è in guerra”, ha detto il presidente francese Francois Hollande a Versailles davanti alle Camere riunite dopo gli attentati di Parigi. Quella che viviamo, ha proseguito, “non è una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano nessuna. Sono vigliacchi che hanno sparato sulla folla disarmata”. Lo ha detto il presidente francese François Hollande al Congresso riunito a Versailles.

Ore 15.54 – Belgio, due dei sette arrestati accusati di terrorismo
Due delle sette persone arrestate in Belgio sabato sono state accusate di terrorismo. Lo hanno annunciato i procuratori federali belgi. Le due accuse sono legate agli attacchi terroristi e per aver preso parte alle attività di organizzazioni terroristiche. Gli altri cinque sono stati rilasciati.

Ore 15.32 – Aumentati i controlli a Ventimiglia
Potrebbe essere entrata in Italia dalla frontiera di Ventimiglia la Seat nera segnalata dalle autorità francesi a tutti i posti di frontiera come potenziale veicolo usato da un sospetto terrorista coinvolto negli attentati di Parigi e ora ricercata in Piemonte e nel nord Italia. Le autorità italiane hanno intensificato i servizi di sorveglianza al confine con la Francia, 24 ore su 24, potenziando anche gli organici.

Ore 14.21 – Finito blitz: Salah Abdeslam non è stato catturato
Le autorità belghe hanno confermato che la maxi operazione di polizia in corso a Molebeek, in Belgio, aveva come obiettivo l’arresto di Salah Abdeslam, ricercato per il suo coinvolgimento negli attentati di Parigi. Lo riporta le Monde precisando che le autorità belghe non sono in grado di dire ancora se il sospetto, raggiunto da un mandato d’arresto internazionale, si trovi effettivamente all’interno dell’abitazione circondata dalle forze dell’ordine in Rue Delaunoy. 

Ore 13.45 – Liberato il fratello di Salah Abdeslam
La polizia belga ha rilasciato cinque dei sette sospetti arrestati sabato, tra cui Mohamed Abdeslam, fratello del kamikaze ricercato Salah. Lo riporta la stampa belga online. Secondo il suo avvocato, il fatto che sia stato rimesso in libertà senza essere incolpato di nulla, dimostra che non ha nulla a che fare con gli attentati di Parigi.

Ore 13.30 – Il comunicato di sabato: “Cercasi Seat, possibile ingresso a Ventimiglia”
“Si prega di voler ricercare una autovettura Seat modello sconosciuto di colore nero, targa GUT 18053 con probabile ingresso a Ventimiglia. Possibile collegamento con gli attentati in Francia”. È la nota che il servizio di cooperazione internazionale di polizia ha inviato a tutti gli uffici competenti italiani. La nota, secondo quanto si apprende, sarebbe stata inviata nella mattinata di sabato. Al momento, viene spiegato da fonti qualificate, non c’è in ogni caso alcuna certezza che l’auto sia effettivamente entrata in Italia.

Ore 13.17 – Secondo sparo a Molenbeek
Una seconda detonazione, presumibilmente uno sparo, è stato udito a Molenbeek nella zona dove è in corso l’operazione anti-terrorismo condotta dalle forze speciali belghe.

Ore 12.55 – Bruxelles, blitz nel quartiere di Molenbeek: udito uno sparo
Uno sparo è stato udito poco fa a Molenbeek, dove è in corso un’operazione della polizia federale legata agli attentati di Parigi. Nessuna indicazione è stata fornita dalla polizia mentre l’operazione è ancora in corso e la zona continua a essere off limits.

Ore 12.34 – Mattarella: “Reagiremo con decisione”
“Sono giorni in Europa di allarme, cordoglio, tristezza, ma anche di volontà di reazione. E anche noi italiani reagiremo con intransigenza, decisione, fermezza contro questa ondata di violenza, l’oscurantismo e il fondamentalismo”. Lo ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, all’Aquila.

Ore 12.00 – Minuto di silenzio in tutta la Francia
Un minuto di silenzio è stato osservato oggi a mezzogiorno in tutta la Francia per ricordare i 129 morti degli attentati di Parigi. Nelle scuole, sui luoghi di lavoro, la persone si sono riunite a capo chino. Il presidente Francois Hollande ed il premier Manuel Valls hanno osservato il minuto di silenzio davanti alla Sorbona. In alcuni luoghi, come a Place de la Republique a Parigi, la folla ha poi intonato la Marsigliese, l’inno nazionale. Tutti i trasporti pubblici di Parigi si sono fermati per un minuto.

Ore 11.30 – Turchia avvertì due volte la Francia della pericolosità di Mostefai
Le autorità della Turchia avevano avvertito la Francia due volte, a dicembre 2014 e a giugno 2015, della pericolosità di Ismael Omar Mostefai, uno degli attentatori suicidi di venerdì a Parigi. Lo ha riferito una fonte del governo turco, aggiungendo che Ankara ha ricevuto dalla Francia una richiesta di informazioni sull’uomo solo dopo gli attacchi. La fonte anonima ha poi affermato che Mostefai, originario di Chartres, entrò in Turchia nel 2013, ma non ci sono elementi che attestino che abbia in seguito lasciato il Paese. Mostefai è l’unico attentatore a essere stato formalmente identificato dalla polizia francese.

Ore 11.10 – Cazanueve: “Ieri 34 provvedimenti di espulsione, 168 perquisizioni nelle ultime ore e 104 obblighi di dimora”
Nella notte in Francia ci sono state 168 perquisizioni nelle case di individui sospetti, in 19 dipartimenti diversi. Ci sono stati 23 arresti e il sequestro di 31 armi, tra cui alcune da guerra. E’ il bilancio tracciato dal ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve.

Ore 10.40 – Nuove perquisizioni a Bruxelles
Nuova incursione della polizia belga nella cittadina di Molenbeek vicino Bruxelles. Lo riporta l’emittente statale Rtbf. “Un gran numero di poliziotti hanno lanciato un raid in un edificio in Rue Delaunoy”, riporta la tv belga. Lì vivevano Abdelhamid Abaaoud, cittadino belga di origine marocchinaritenuto la mente dietro gli attentati di Parigi, e il kamikaze Ibrahim Abdeslam. Secondo quanto riporta la Derniere Heure online, la polizia sta lanciando un’operazione vicino alla moschea Al Khalil a rue Ransfort, che è stata chiusa al traffico da due blindati della polizia. Forze speciali munite di altoparlanti hanno avvertito gli occupanti di un edificio di rue Delaunoy di aprire le tende, mentre viene chiesto ad una persona di uscire. Sul posto sono presenti agenti con i volti coperti da passamontagna.