Mohamed Tadjadit, il “poeta dell’Algeria” rischia la pena di morte
Mohamed Tadjadit è la voce dell’Algeria. Almeno, di quella sua parte giovane e scontenta che da anni chiede riforme, giustizia e diritti attraverso il movimento di protesta Hirak, costituitosi nel 2019, e l’hashtag #ManichRadhi (“Non sono soddisfatto/a)”. L’anno scorso è stato insignito del premio Libertà d’espressione nell’arte di Index of Censorship.
Tadjadit era stato già condannato a 16 mesi di carcere nel marzo 2022. La pena era stata poi ridotta in appello, cosa che aveva consentito al poeta di tornare in libertà cinque mesi dopo.
Ora, con un gioco di prestigio contestato dagli esperti Onu sui diritti umani e di cui è palese il trucco – un articolo del codice penale che consente di celebrare un nuovo processo per le stesse azioni ma modificando le imputazioni – il poeta rischia addirittura la pena di morte. È infatti accusato di “attacco armato”, “cospirazione” e “azioni contro l’autorità dello stato e dell’integrità del territorio nazionale”, insomma reati di terrorismo.
Le sue poesie non parlano di terrorismo né incitano alla violenza armata, bensì di disoccupazione, esclusione sociale e mancanza di opportunità. Lo fanno in modo sarcastico. Lo dimostrano questi versi, che ho tradotto dalla versione inglese di Zaki Hannache pubblicata da Index of Censorship.
“Benvenuti nella nuova Algeria.
Abbiamo preso pienamente in considerazione le vostre segnalazioni.
Vi aggiorneremo sugli sviluppi in una poesia.
Abbiamo grandi progetti per voi.
La rinascita della nazione non è lontana,
Abbiamo preso la nostra decisione:
Ricostruiremo la rotatoria di Blida per voi
E vivrete l’innovazione insieme a noi.
Noi vogliamo solo ciò che è utile per voi
Quello che non avete ascoltato nei notiziari
Quello che non avete letto sui giornali
Presto il mare si seccherà e lo riempiremo di Saida [una nota acqua minerale].
Vi stupiremo con le nostre idee
E chiunque le criticherà subirà gravi conseguenze.
Abbiamo già progettato le linee principali.
Abbiamo calmierato i prezzi.
La crisi delle patate? Risolta.
Abbiamo creato per voi l’Università dei Peperoncini Piccanti
Esporteremo bucce d’arancio per realizzare investimenti
Voi siete scesi in strada per Hirak
Ma siamo noi ad aver preso il controllo.
Volevate un potere giudiziario indipendente
E non abbiamo dimenticato la vostra richiesta.
Ma prima dobbiamo inventare i taxi per lo spazio.
Noi abbiamo il potere
E gli siamo leali”.