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Il Movimento 5 Stelle nei sondaggi viene ormai dato sopra il 20% e se la legge elettorale con cui andremo al voto alle prossime elezioni politiche era stata costruita nelle segrete stanze del Patto del Nazareno proprio per giustiziare i pentastellati, oggi sappiamo che potrebbe condurli al ballottaggio e addirittura ad un’eventuale vittoria.

Se la profezia della neo-sibilla cumana Claudio Amendola che a Ballarò ha vaticinato un decennio al Comune di Roma sotto l’egida dei cinquestelle si rivelerà veritiera, potremo realmente toccare con mano la concreta capacità del Movimento di affermarsi come forza di governo e non solo come opposizione dura e pura. A proposito dei “no” del M5s bisogna riconoscere che fino ad ora sono stati fondamentali come la chioma di Sansone, ma proprio per non rischiare di soccombere ai “filistei” di turno sarebbe necessario fare un po’ di chiarezza su alcuni punti cruciali, uno su tutti il tema immigrazione.

La posizione di Grillo a tale riguardo non è mai stata limpida e cristallina fino in fondo e tutti ci ricordiamo le polemiche sorte dopo alcune dichiarazioni del fondatore del Movimento riguardo il tira e molla sull’ abolizione del reato di immigrazione clandestina o sul paventato pericolo della diffusione dell’ebola attraverso l’approdo delle carrette del mare colme di disperati sulle nostre coste.
Lo stesso dicasi per il disegno di legge sullo ius soli che permetterà ai bambini nati in Italia da genitori immigrati di acquisire la cittadinanza se almeno uno dei due genitori e’ in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo (residenza legale da cinque anni) e concederà la cittadinanza anche agli stranieri al di sotto dei 12 anni di età qualora abbiano completato un ciclo di studi di 5 anni nel nostro Paese. Se consideriamo il fatto che il M5s aveva depositato un disegno di legge molto simile a firma dei deputati Dadone e Sorial e che il 22 settembre scorso lo staff legislativo del Movimento aveva programmato una votazione sul blog per permettere alla base di esprimere un parere in merito, non si capisce perché alla fine il Movimento abbia deciso di non interpellare la rete e di astenersi durante la votazione avvenuta alla Camera il 13 ottobre scorso.

A mio parere questa mossa non fa altro che creare ulteriore confusione sulla posizione del M5s riguardo al tema dell’immigrazione e, elemento di non minore importanza, sull’opportunità di consultare la rete a giorni alterni. Se i pentastellati stanno giustamente preparando il campo ad una battaglia che si combatterà a livello nazionale non possono permettersi scivoloni di questo genere con il rischio di confondere le idee ad un elettorato che ormai costituisce lo zoccolo duro del consenso ma che va sempre e comunque coltivato e di non chiarirle ad una platea di indecisi ancora da convincere. Uno scivolone di cui quasi nessuno parla che conduce su un terreno molto più sdrucciolevole dello sbaglio di un congiuntivo di cui tutti parlano; dopo tutto Castaldi sul finanziamento pubblico ai partiti stava perorando una causa più che condivisibile all’indirizzo del presidente del Senato e forse, più che pensare che a scuola fosse un asino dovremmo supporre che l’emozione gli abbia giocato un brutto scherzo. Certo se siamo disposti a perdonare lo strafalcione al capogruppo dei cinquestelle al Senato poi non dobbiamo scatenare un putiferio sul web durato settimane per quello di Miss Italia. Come recitava una reclame in voga ai tempi del Carosello, con quella bocca la signorina può dire quello che vuole. Anche perché lo ha detto dallo scranno di un concorso di bellezza e non dagli scranni del Parlamento.