“La nostra società ha bisogno di testimoni credibili che conducano la loro azione con coerenza e moralità rompendo l’area grigia dell’opportunismo che purtroppo sfocia spesso nella corruzione, germe distruttivo della società civile”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invia il suo messaggio al Meeting di Rimini, che si apre domani per la 36esima edizione, e torna a parlare di corruzione, uno dei punti centrali del suo discorso di insediamento al Colle. E sul quale ha insistito più volte, dalla Cerimonia del Ventaglio all’intervento davanti ai giovani magistrati in Quirinale, passando anche per quello al Sermig di Torino. “La nostra società – ha detto il Capo dello Stato – dopo una lunga crisi economica, che ha lasciato ferite così profonde, avverte ancora di più l’esigenza di valori e di percorsi ispirati a ideali sinceri”.

Ma nel suo discorso Mattarella si spinge oltre la situazione italiana e guarda al momento storico globale in cui l’estremismo religioso determina l’insorgere di un terzo conflitto mondiale. Una visione che, peraltro, condivide anche con Papa Francesco, che al sacrario militare di Redipuglia aveva ricordato che oggi “forse si può parlare di una terza guerra combattuta ‘a pezzi’, con crimini, massacri, distruzioni. “Il terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio – ha detto il presidente della Repubblica – sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla”. Il compito che spetta oggi all’Europa, ha aggiunto, è di “prosciugare l’odio, far crescere la fiducia e la cooperazione, mostrare i vantaggi della pace”. Obiettivi “di grande rilievo – ha proseguito – perché il dialogo tra le religioni monoteiste può svilupparsi già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche“. E la pace dipenderà “dalla capacità di dialogo, di comprensione reciproca, di collaborazione tra le religioni monoteiste”.

Un processo di minacciato dal rischio “sempre in agguato” di “chiusure settarie, o di tentazioni fondamentaliste. Basta guardare attorno a noi – ha specificato – il riemergere di populismi e nazionalismi“. E la risposta a questa situazione di conflitto “viene offerta da tante testimonianze di moralità, di solidarietà, di impresa responsabile, di governo dei conflitti, di ricostruzione del diritto laddove la sua rete è stata lacerata”. Ricorda che “personalismo e solidarietà” sono valori che si trovano “alla base della nostra Costituzione” e che “hanno bisogno di essere continuamente realizzati. E chi lo fa con generosità, accresce anche agli anticorpi per affrontare le difficoltà che si presentano nelle diverse stagioni, sottolinea il capo dello Stato”.

Ma oltre alla sfida della pace c’è anche quella dell’accoglienza dei migranti, in particolare dall’Africa e dal Medio Oriente. Un’emergenza sottolineata anche dai dati dell’agenzia Ue Frontex, che a luglio 2015 ha registrato il record di sbarchi. “L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica“.