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Colico resta in provincia di Lecco, il referendum boccia il trasferimento sotto Sondrio (voluto dalla maggioranza leghista)

I cittadini hanno messo la parola fine a una guerra di paese cominciata più di un anno fa
Colico resta in provincia di Lecco, il referendum boccia il trasferimento sotto Sondrio (voluto dalla maggioranza leghista)
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Sulla punta estrema del lago di Como, reso immortale dai Promessi Sposi, non ci sarà un nuovo matrimonio amministrativo, per il semplice fatto che non ci sarà neppure un divorzio. Così hanno deciso i cittadini di Colico, che sorge dove l’Adda si immette nel lago, chiamati ad esprimersi con un referendum sull’ipotesi di abbandonare la provincia di Lecco per ottenere il trasferimento sotto quella di Sondrio.

I cittadini hanno così messo la parola fine a una guerra di paese cominciata più di un anno fa, quando la maggioranza a traino leghista aveva adombrato la possibile presentazione di una mozione in consiglio comunale che spianasse la strada al cambio di provincia. Colico si era spaccato in due. Da una parte i sostenitori della identità tradizionale, pronti a denunciare lo strappo di democrazia che si sarebbe prodotto se la giunta comunale avesse proceduto a colpi di voti, senza consultare la popolazione. Dall’altra i fautori dello strappo che elogiavano i vantaggi (soprattutto economici) che si sarebbero prodotti se “il bitto” avesse sposato “l’agone”. I nomi non erano stati scelti a caso, perché il bitto è il formaggio della Valtellina, mentre l’agone è il pesce d’acqua dolce che si trova anche nel Lago di Garda e che viene chiamato sardella.

La risposta era stata data dal comitato “Colico resto a Lecco” che si è battuto per ottenere l’indizione di un referendum dal valore consultivo, ma il cui esito non può non essere tenuto in considerazione dagli amministratori. È così che 3.748 elettori, pari al 51,48 per cento dei cittadini, sono andati a votare, raggiungendo la soglia del 50 per cento prevista per la validità del referendum, nonostante l’11 per cento degli elettori siano iscritti all’Aire e quindi residenti all’estero. Il risultato ha premiato i contrari alla scissione che hanno raggiunto il 67,22 per cento, con 2.549 voti. Favorevoli 1.182, pari al 32,31 per cento. Un pugno le schede bianche o nulle.

“Siamo molto soddisfatti perché i no hanno stravinto – ha commentato Enzo Venini, uno dei promotori del referendum – I cittadini di Colico vogliono restare con Lecco. Nessuno sentiva l’esigenza di cambiare provincia. Adesso la maggioranza dei cittadini si aspetta che l’amministrazione non cerchi cavilli burocratici per inficiare la validità del risultato”.

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